Meditazione
La mente non è altro che un’attività: l’attività di comparare continuamente il presente al passato.
Essendo un’attività, essa necessita di tempo.
La mente quindi si serve del tempo e della memoria. E le azioni che scaturiscono dall’azione della mente non sono mai idonee perché vecchie. La mente pretende di creare azioni (attraverso il corpo) basandosi su ciò che è immagazzinato nella memoria: ma le azioni sono situate nel presente che è diverso dal passato.
La meditazione è vivere il presente senza usare la mente. E’ agire in maniera sempre nuova, non meccanica. E’ osservare senza fare paragoni.
Per capire la differenza fra le due si può ricorrere ad un esempio.
Ipotizziamo che una persona abbia deciso di regalarci un’orchidea.
Questa persona ci dice “chiudi gli occhi, devo farti un regalo”, noi chiudiamo gli occhi (non riusciamo ad immaginare cosa questa persona voglia fare).
Appena apriamo gli occhi la prima cosa che facciamo è porci davanti all’orchidea in stato meditativo. Questo perché come abbiamo detto la mente ha bisogno di tempo e non è ancora entrata in funzione. Nella seconda fase si attiva la mente che compara l’orchidea a qualcosa di passato, le dà un’etichetta, constata se è bella o brutta etc. Questa è appunto l’attività mentale: paragone e giudizio.
La mente può essere messa da parte annullando il tempo. Nell’istante la mente non può esistere e l’azione che ne scaturirà sarà nuova e fresca. Non è detto che sia giusta o sbagliata: poiché è solo la mente che giudica. La meditazione (l’osservazione istantanea) e l’azione che ne deriva non possono essere classificate come buona, brutta, cattiva etc. Non possono essere giudicate.
Accadono e basta.
La mente porta alla perdita di efficienza del corpo-cervello: il continuo comparare toglie energie al corpo che è portato ad ammalarsi e al cervello che si vede deprivato di molte possibilità proprio perché usando il “metodo mente” per affrontare le cose il corpo viene castrayo, agiamo solo parzialmente senza sfruttare mai tutte le nostre possibilità. Ci censuriamo cadendo preda di mille paure, sensi di colpa, giudizi verso il mondo e verso noi stessi. Quindi è come se rallentassimo il corpo (lo blocchiamo, non gli facciamo fare il massimo dei movimenti) e il cervello.
Meditazione e mente sono due metodi per affrontare le cose: ma l’uomo usa sempre o quasi il secondo metodo perché così gli è stato insegnato.
E’ difficile tenere a bada colui che vive senza la censura continua della mente: potrebbe ribellarsi. E’ quindi una necessità della società tenere l’uomo schiavo di paure e sensi di colpa ed è conveniente per tutti che egli segua la mente. Solo così può essere dominato e controllato.
Il metodo mente è il continuo tentativo di modificare continuamente il presente in base al passato (memoria).
Il metodo meditazione invece modifica continuamente il passato in base alla realtà presente.
La meditazione non rinnega il passato: la memoria è utile altrimenti l’uomo sarebbe perso. Però comprende che il presente è sempre fresco e nuovo e per agire in maniera idonea (visto che si agisce solo nel presente) bisogna costantemente modificare il passato per agire in maniera altrettanto fresca e nuova.
Al metodo meditazione non interessa che un’azione sia “accettabile”, ma che sia nuova.
Il metodo mente invece concepisce possibili solo azioni “accettabili”.
Le azioni quindi sono accettabili, ma non idonee: perché si basano su eventi passati non più esistenti o addirittura immaginari in base a sapere preso in prestito da qualcun altro.
L’omicidio è una delle massime espressioni del metodo mente: l’accumulo di frustrazioni, sensi di colpa, paure, visione distorta della realtà presente, esperienze passate portano ad un’azione limite. Incontrollabile. Figlia di un cervello ormai logoro, al tracollo, deprivato da qualsiasi energia.
La mente dà quindi vita ad azioni vecchie, ripetitive (karma). Cerca di anticipare gli eventi, cerca di non farsi cogliere “impreparata”, ha paura delle sorprese poiché tutto ciò che è ignoto “potrebbe essere” pericoloso.
Vuole sapere tutto, calcolare tutto, per creare un presente tranquillo e un futuro prevedibile.
Ecco perché si dice che la mente è illusoria: parte da prospettive errate, illusorie.
Nonostante comunque la mente non ami le sorprese, paradossalmente si annoia se non accade nulla di nuovo perché la mente esiste solo se può comparare (e modificare) il presente in base alle esperienze passate (o acquisite tramite il sapere).
Quando c’è qualcosa che “annoia” si tende a rimandare “a domani”.
Se c’è qualcosa di nuovo, diverso, la mente comincia a lavorare, non si annoia. Ecco perché a volte il tempo passa velocemente, altre volte sembra non passare mai. Dipende dall’attività mentale. La stessa sensazione della “mancanza di tempo” porta ad ulteriori frustrazioni e sensi di colpa.
In questo senso si dice che il tempo “è relativo”.
L’attività mentale continua anche durante il sonno: anche nei sogni la mente continua ad agire.
Alla fine non ci si accorge più che la mente è solo un metodo per affrontare le cose: alla fine ci si identifica in questo metodo.
Infine, dunque, la mente non è più un metodo, ma l’uomo crede sia la vita stessa.
Non c’è più differenza fra il metodo mente e la vita. Non ci si accorge così più di nulla, si diventa automi. Si diventa schiavi delle memorizzazioni ed in base ad esse si cerca di vivere.
Ci si imbottisce di TV, farmaci, pensieri, sapere: per cercare di dimenticare la vita o meglio, per tentare di dimenticare e mettere a tacere la mente che come un vampiro continua inesorabilmente ad assorbire ogni tipo di energia dal corpo e dal cervello.
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sssss….
plop..!
nelle faccine nn c'è l'abbraccio ma è immenso solo per te!