21.12.2012

Per alcuni la fine del mondo, per altri la fine di un mondo.
La fine, comunque.
Il popolo Maya ha previsto una inversione del campo magnetico terrestre e altri fenomeni che potrebbero creare disastri e che si verificano periodicamente. In particolare ogni 1 milione e 872000 giorni.
L’era che ora stiamo vivendo ha avuto inizio il 13 agosto dell'anno 3114 prima di Cristo e finirà il 21 dicembre 2012 dopo Cristo.
Il calendario Maya è così preciso, fatto da sacerdoti che erano anche astronomi, filosofi e scienziati, che l'eclissi solare dell'11 agosto 1999 si è verificata con 33 secondi di ritardo rispetto al tempo previsto dai Maya, previsione fatta intorno al 3.000 a.C.
In particolare i Maya individuano un periodo di tempo di 20 anni precedente alla “fine” chiamato “il tempo del non tempo”.
In questo periodo apparirà una cometa o asteroide. La sua traiettoria potrebbe impattare sulla Terra.
Su tutti i giornali è apparsa una notizia: l’Inghilterra e la NASA sono in allerta perché non si esclude che un asteroide o una cometa possa presto impattare sulla Terra. E’ inoltre degli ultimi anni la diramazione ufficiale in tutti i giornali della notizia dell’esistenza di una fascia di asteroidi che si sta avvicinando molto pericolosamente alla Terra.
Tuttavia, secondo la profezia, già nel 2012 si sarà ristabilita una situazione armonica dell'universo, che sta partendo verso un nuovo giorno: ci sarà una nuova energia e dobbiamo prepararci ad essere i piloti di un grande e nuovo universo.
 
250.000 anni fa viveva sulla terra un uomo. L’uomo di Neanderthal
Seppelliva i propri cari: credeva in un aldilà. Un mondo probabilmente migliore dove potesse trovare cibo a non finire senza grandi sforzi, acqua a basso prezzo, felicità e gioia.
250.000 anni fa… Se non sapessimo che questo uomo è considerato “primitivo” allora diremmo che è uguale all’uomo “sapiens sapiens” odierno.
Misteriosamente un giorno l’uomo di Neanderthal scomparve. Scomparve 30.000 anni fa.
Come le tante specie di farfalle che si estinguono ogni giorno in Amazzonia, anche una specie umana si estinse. Per fortuna era “primitiva”.
 
Circa 20 miliardi di anni fa si formò l’universo.
4 miliardi di anni fa la terra.
500 milioni di anni fa i pesci e poi i rettili.
60 milioni di anni fa arrivarono i mammiferi.
Poi 2 milioni di anni fa alcune specie cominciarono a camminare su due zampe. Erano i primi uomini.
250.000 anni fa abbiamo visto il Neanderthal, molto simile a noi a parte un po’ più di peli.
200.000 anni fa l’uomo Sapiens, che non si è ancora estinto.
 
La natura ha supportato l’uomo fino a 200.000 anni fa: lo ha aiutato ad evolversi.
Da 200.000 anni l’uomo non si evolve. Questo perché ora deve evolversi in maniera cosciente: è finita l’epoca dell’assistenzialismo della Natura.
Ora l’uomo deve cercare dentro si sé ed evolvere da solo.
Qualche uomo c’è riuscito, ma il resto aspetta ancora la Natura.
Sono passati 200.000 anni.
 
Ma ora il momento è giunto! Lo hanno detto i Maya!
Finalmente la “natura” (o Dio, gli Angeli, l’Universo, l’Energia… chiamatela come vi pare) sta arrivando.
Ci possiamo sdraiare al sole e attendere: male che vada ci sarà un cataclisma tremendo (tipo quella che fece estinguere i dinosauri), ma dove i “buoni” si salveranno. Oppure, se le cose vanno bene, ci sarà addirittura una evoluzione planetaria. In pratica il 1 gennaio 2013 saremo tutti buoni!
Che bello!
E non ci saranno più le guerre, gli omicidi, l’inquinamento, il sistema bancario, le tasse, l’odio, il capitalismo e i partiti politici.
Eppure ci saranno le macchine, l’energia elettrica, la “sana” competizione, il “sano” capitalismo con una conseguente crescita economica. Tutto ecologico!
Anche i soldi saranno ecologici!
O forse tornerà il baratto… Io ti do i frutti del mio orto (mele, pere, limoni) e tu mi dai una casa. Ottimo (ed equo)!
 
250.000 anni fa un uomo che la scienza chiama “primitivo” sognava un paradiso mentre seppelliva i propri morti.
Oggi, alle porte del 2012, l’uomo sogna un paradiso, mentre seppellisce i propri morti.
L’uomo sogna.
E non c’è nulla di male a sognare.
 
Qualche giorno fa esco di casa e vado in piazza. Incontro un tizio che mi dice che la fine del mondo è vicina. I segni sono palesi: terremoti, maremoti, violenza, morte, crisi economiche. Poi mi dice che oltre a questi segni c’è una nuova coscienza umana: l’uomo ha compreso che bisogna cambiare. Che ha compreso che bisogna prendere in mano il proprio destino.
I segni sono palesi.
 
I segni sono palesi?
 
Terremoti, maremoti, violenza, morte, malattie: sono “entità” nuove?
Terremoti e maremoti di gigantesche proporzioni si sono abbattuti sull’umanità da quando esiste il pianeta terra. I dinosauri si sono estinti.
Vogliamo parlare della violenza? I primi clan umani esistenti sul pianeta terra si trucidavano, erano dediti al cannibalismo, gli stessi Maya usavano pratiche truculente e sacrifici umani inenarrabili.
Le guerre di conquista non erano violente? Che cosa fece Alessandro Magno? E l’impero romano? Stupri erano all’ordine del giorno.
E le torture medioevali? Le guerre religiose? Gli omicidi in nome di dio o in nome del maschilismo?
La morte c’è sempre stata… E le malattie? La peste, la lebbra, il vaiolo. La gente in passato moriva come le mosche!
Oggi grazie alle norme igieniche molte malattia sono quasi un ricordo.
E oltre all’igiene ci sono i mass media: e così ci si stupisce del terremoto. Prima semplicemente non lo si conosceva.
Si usano più psicofarmaci (ma perché in passato non erano stati inventati: il fenomeno dell’uso di stupefacenti e sostanze inebrianti risale all’inizio dei tempi).
C’è una crisi di valori?
Ma i filosofi si ponevano i dubbi sulla crisi di valore già ai tempi dell’antica Grecia! La corruzione esisteva nell’impero romano e anche prima!
E questo solo perché abbiamo qualche documento scritto: ma sono sicuro che anche prima la gente si ponesse degli interrogativi. E non solo i filosofi!
Buddha 500 anni prima di Cristo parlava del fallimento della mente. 500 anni dopo, Cristo, diceva le stesse cose.
Nelle scritture religiose oientali, medio-orientali, nordiche risalenti a migliaia di anni fa si parla di crisi esistenziale. A che pro, infatti, la nascita della “spiritualità”? A che pro tutti gli spiritualisti che fin dal’alba dei tempi parlano di crisi?
250.000 anni fa l’uomo di Neanderthal usava un rito funebre!
 
Non saprei. A volte mi sembra strano.
E’ da quando ci siamo che cerchiamo conforto: ed è normale!
Certo c’è stato il movimento femminista; la crisi di quelli che venivano considerato valori e che oggi mettiamo in discussione.
A parte che poi bisognerebbe andare a vedere se veramente questi diritti sono rispettati o se siamo come tanti anni fa, ed è solo una facciata dire “che siamo più civili e meno malati”, ma al massimo possiamo dire che siamo gli stessi di sempre.
Ognuno con i propri problemi che aveva anche l’ominide che oggi la scienza considera “primitivo”. Primitivo perché forse non riusciva ad inquinare o a usare il cellulare.
Ecco al massimo diciamo che nulla è cambiato.
Ma non possiamo dire che si sta peggio! L’età media è aumentata, molte malattie non esistono più, oggi sono libero di scrivere questo mio pensiero e di comunicarlo visto che non viviamo in una dittatura.
Ok, ok… Mi dite che la vita è più lunga ma siamo vuoti dentro; che le malattie di un tempo sono state sostituite da malattie “spirituali”; che la democrazia in realtà è solo di facciata perché i mass-media controllano tutto.
Va benissimo!
Ma non diciamo che prima si stava meglio!
Basta leggersi il buon Marchese de Sade; qualche cronaca dello sterminio degli Indios in America; andare a vedere l’esposizione di macchine di torture medioevali e via via indietro nel tempo.
Non si stava meglio.
Al massimo si stava uguale o peggio.
 
Allora uno dovrebbe porsi il dubbio… Almeno leggersi qualche libro di antropologia così per curiosità. Leggersi le operette morali del Leopardi o di qualche filosofo esistenzialista ché ci sono sempre stati.
Il male di vivere risale alla comparsa dell’Homo Sapiens: un uomo che ha dovuto affrontare in termini di “sopravvivenza” il concetto di morte.
Ha creato idee, pensieri, rituali che lo potessero fare sopravvivere davanti a quella ineluttabile verità.
La morte.
Perché questo corpo è così delicato… Ci vuole una energia per tenere insieme tutte la parti di un organismo che nemmeno si immagina. Forse non la possiede nemmeno il sole!
 
E mi si dice che bisogna abbandonare la mente, perché la mente è il danno. La mente allontana dal cuore.
Sì certo. Il cuore è fondamentale. Senza il cuore non si sopravvive.
Ma senza mente? Puoi essere un vegetale su un letto di ospedale, il cuore batte sì. La mente sogna. Ma non me lo può comunicare.
Io non so cosa accade.
Ma è grazie a questa mente che io posso comunicare con voi e voi potete parlarmi.
Allora ci vuole il cuore e ci vuole la mente.
Ma prima cosa c’è?
Senza questa bocca come faccio ad esprimere Dio?
Allora di sicuro prima viene la materia. Poi lo spirito.
O lo spirito si incarna nella materia, è lo stesso.
Ma questi sono sofismi.
Sappiamo bene che se apriamo il cranio e tocchiamo i punti giusti del cervello possiamo avere visioni paradisiache o incubi infernali.
Certo quelle sono realtà per chi le vive! Non puoi dire a qualcuno che ha una allucinazione che le cose che vede non esistono. Al massimo può conviverci, ma come fa a credere al cento per cento che non esistono?
Non può. Tutto qui.
Si può solo fidare.
 
Allora se la vita non ti piace, se vedi cose che ti fanno stare male… E badiamo bene: sono le stesse cose che facevano stare male chi ci ha preceduto!
Se vedi la violenza e hai una morsa al cuore.
E’ normale: poiché il dolore, la violenza, la malattia sono contro il fenomeno della vita! E’ normale che l’istinto di sopravvivenza ci faccia stare male e ci faccia porre dei dubbi!
Se la vita non ti piace, se là fuori ci sono cose che ti sfanno stare male.
Allora puoi solo fidarti.
E oggi ci sono i Maya.
Una volta quando c’era meno informazione c’erano le profezie dell’Apocalisse di Giovanni. Ma ora sono passate un po’ in secondo piano perché non va più di moda.
Meglio dire “io credo agli alieni” che dire “la Bibbia dice…”. Fa un po’ da bigotto cattolico.
E allora ti fidi.
Come il tizio che ha le allucinazioni: per vivere deve fidarsi. Deve fidarsi di quello che gli dice che le allucinazioni esistono solo nel suo cervello. E così può conviverci.
Certo non potrà proprio crederci al cento per cento, però almeno si dà una certa spiegazione.
E così oggi.
“Beh quello che vedo non mi piace, ma i Maya (o chi per loro) mi rassicurano. Verrà un nuovo mondo, fatto di pace e amore.
Dove tutti avranno la macchina e non inquineranno.
Tutti avranno i soldi e non ci saranno poveri.
Tutti finalmente potranno esprimere la loro creatività e il loro potenziale e tutti li acclameranno per le loro virtù.
E non ci saranno più i terremoti, le guerre, i partiti politici.
Internet servirà solo per conoscere nuovi esseri di luce.
Non si morirà più o forse si sarà sicuri che questa vita non sia l’unica vita perché sarà sceso Dio stesso a confermarcelo!
Non ci saranno più stupri, ma solo amore.
Amore vero. Quello dei poeti… Un amore quasi artificiale di plastica, però perfetto!”
 
Io non sono contro i sogni.
Ma i sogni potrebbero diventare incubi. Perché quando non si è svegli, chi è sveglio può farti quello che gli pare.
Se il 21 dicembre 2012 vedete che sono atterrati gli alieni a Los Angeles… E se poi dovete correre in farmacia perché vi dicono che dovete vaccinarvi contro l’influenza aliena perché il nostro organismo non riconosce quei virus…
Se qualche organismo internazionale deve prendere il potere nelle sue mani per la sicurezza mondiale, visto che non si sa se gli alieni siano bellicosi o meno…
Se in medio-oriente frotte di angeli stanno combattendo contro i demoni per riconquistare l’universo e liberarlo dal male…
Se c’è un’esplosione nelle viscere della terra e i morti cominciano a uscire dalle tombe e qualche divinità sumera atterra sulle piramidi egizie…
Io starei attento perché queste cose sono già successe.
Le avete viste al cinema!
Si sa che oggi molte guerre vengono combattute grazie ai mass-media che fanno credere una cosa ed invece è l’esatto opposto.
Ad Hollywood, gli alieni sono già arrivati e li hanno già proiettati sul grande schermo centinaia di volte.
L’unica cosa che ha fatto la differenza è che fino ad ora vi hanno detto che E.T. era finzione.
Ma se vi dicono che non lo è?
Magari diremo “finalmente, i Maya hanno avuto ragione. Non ce la facevo più a vivere così!”.
E tutti ad acclamare i nuovi visitatori, tutti a farsi il vaccino, tutti ad acclamare un governo unico mondiale che ha a cuore solo il “benessere” degli uomini o anche un governo presieduto da marziani che vogliono riportare la “pace” nella galassia.
 
Io non sono contro i Maya , contro i profeti, contro chi volete voi. Meteoriti potrebbero arrivare e distruggere il mondo anche in questo istante. Come è già accaduto.
Potrebbero arrivare angeli, divinità, santi, demoni, energie sconosciute, alieni.
Oggi stesso tutti potrebbero diventare buoni (o cattivi).
Dico solo che bisogna cominciare da noi. Da quello che c’è dentro il corpo e forse qualche centimetro fuori.
Andare fuori anni luce e riversare la colpa sul resto del mondo e cercarvi anche la soluzione, è sempre stato fatto.
Da 250.000 anni le cose non sono cambiate molto e se lo sono, lo sono cambiate in meglio (almeno all’apparenza), ma questo è l’errore.
Colorare il passato di zucchero, perché il presente dove si vive è sempre peggiore.
E’ peggiore perché sei tu a viverci. E pensi sempre che oggi sia peggio di ieri invece di pensare che in ogni epoca ognuno ha avuto i suoi problemi e tu non sei un eroe. Sei come tutti gli altri. Anche in passato hanno pensato le stesse cose che pensi tu e lo faranno anche in futuro.
 
In oriente qualcuno creò una cosa che si chiama meditazione.
Oggi hanno commercializzato pure quella…
“Meditazione” non è un metodo, o forse lo è… ma che porta a nulla o forse porta a qualcosa.
Meditazione è l’osservazione di ciò che è.
Anche a quei tempi in oriente, e si parla di migliaia di anni fa, qualcuno vide che si moriva, ci si lamentava, si stava male. E comprese che il dolore derivava proprio dal non voler comprendere che la vita si svolge solo in questo istante e che solo in questo istante esiste la perfezione.
Il dolore deriva dal credere che ci possa essere una situazione o un momento migliore di questo.
 
Ma solo questo momento è perfetto. E non perché ci sia qualcosa di speciale… No! Semplicemente perché non esiste un altro momento. Esiste solo questo.
In questo istante in cui sto scrivendo, esiste solo questo istante. Il passato se ne è andato, il futuro non arriverà mai. C’è solo un istante e poi il successivo.
Questo istante è perfetto non perché non ci sia dolore: se in questo istante hai mal di testa, il dolore c’è! Ma è perfetto perché è l’unica cosa che esiste.
Il passato o il futuro non esistono, sono solo ricordi o aspettative. Esistono come funzioni mentali. E per questo motivo hanno la loro utilità: la memoria serve a ritrovare casa quando si torna dal lavoro, a ricordare come si chiama un nostro amico e via dicendo.
Ma sono funzioni mentali. Se la mente muore o si ammala e i ricordi non funzionano più, l’unica cosa che rimane è questo attimo presente.
Che è reale.
O almeno così ci dicono i sensi, ma per tornare all’esempio del tizio con le allucinazioni per lui la realtà sarà quella.
Quindi non si può dire nulla, eccetto che esiste un mondo mentale e un mondo esterno a cui ci rapportiamo attraverso i sensi.
Il mondo esterno è reale per forza perché comunque, anche se non fosse reale, tu lo stai vivendo. Se fosse un sogno, comunque qualcuno lo sta vivendo.
Qualcuno c’è.
Al massimo non esiste nulla al di fuori di te: nemmeno io esisto, perché potrei essere un tuo sogno, ma tu devi esserci perché vivi questo sogno.
Quindi male che vada esisti solo tu. Ma comunque esisti.
C’è una autocoscienza.
 
Questo qui che scoprì la meditazione disse: “al massimo esisto solo io. Passato e futuro sono funzioni mentali. E siccome ho questa autocoscienza del fare, allora esiste solo questo momento presente. La perfezione è quindi solo ora, perché solo ora c’è qualcosa che esiste. Solo ora c’è qualcuno che può raccontare tale esperienza. Il resto risiede nella mente. E anche se questo istante risiedesse nella mente, comunque io ho autocoscienza di questo attimo che muta”.
 
La meditazione è vivere ora.
Niente di più.
Certo poi come con i Maya anche qui la meditazione divenne qualcosa “per stare meglio” allora si disse che c’era qualcosa di perfetto da qualche parte (come è il paradiso o l’aldilà)  e che per raggiungerlo bisognava meditare.
Insomma la meditazione divenne un metodo, tanto per commercializzare pure questo.
Ma la meditazione non è un metodo.
E’ stare qui.
E siccome non si può far altro che stare qui, allora la meditazione è l’unica cosa reale.
Ma si sa… le cose facili sono le più difficili.
Qualcuno disse che c’è uno stato definito “illuminazione” da raggiungere e che per farlo ci vuole la meditazione (o qualche altra tecnica).
Chi lo disse? Gli stessi che oggi dicono che per stare meglio bisogna aspettare il 2012. Perché ora si sta male e quindi bisogna fare qualcosa o almeno aspettare che l’universo faccia il suo dovere.
Ma non esiste nessuno stato di illuminazione. Non esiste uno stato migliore dello stato in cui siamo ora perché questo istante è l’unico reale. E se esistesse uno stato migliore sarebbe comunque irreale e quindi inesistente! Perché ora non esiste e quindi non può esistere.
Allora anche se mentalmente questo istante è uno schifo, almeno è l’unica cosa che esiste!
E’ come essere stati catapultati nel mare dopo che la nave è affondata: se troviamo un pezzo di tavolo galleggiante non diciamo certo che è esteticamente brutto! E’ l’unica cosa reale che ci può portare da qualche parte! Pensare che arriverà una nave a salvarci ci può aiutare certo a non cadere preda della disperazione, ma in quell’istante non serve a nulla se non c’è anche il pezzo di legno galleggiante!
La meditazione è quindi vivere ora. Perché solo “ora” esiste. Il resto sono funzioni mentali.
E se la mente facesse cilecca, saremmo nella merda!
A quel punto dovresti per forza vivere il presente. Ma non saresti libero perché non ti ricorderesti nemmeno cosa sia la libertà.
 
Il maestro zen Dogen dà una spiegazione a parer mio illuminante di cosa sia la meditazione.
Egli dice “noi non ci sediamo in meditazione per raggiungere l’illuminazione. Sedersi in meditazione è illuminazione”. Quindi questo maestro ci dice che non puoi usare la meditazione per chissà quale scopo.
Ogni tanto in libreria vedo titoli come “meditare fa bene”, “la meditazione per smettere di fumare”. Ma questo è assurdo! Se meditare fa bene, vuol dire che se mediti come minimo non stai tanto bene e quindi lo fai per migliorare! Ma questo stravolge il significato stesso della meditazione: dove si dice che sei perfetto! Che non esiste un istante più perfetto di questo o uno stato migliore di questo, semplicemente perché esiste solo questo istante e anche se fosse uno schifo secondo i tuoi canoni, è l’unico che c’è. Il resto sono funzioni mentali o cerebrali.
Meditare per smettere di fumare? Questo presuppone che il fumo sia sbagliato, che faccia male e mille altre cose. E allora questo istante non è più perfetto: stiamo coltivando il sogno che “se mediti allora arriverà un istante in cui starai bene”, ma questo si oppone al significato della meditazione.
Quindi Dogen dice: la meditazione non serve a niente. Non ti devi sedere in meditazione per ottenere qualcosa. Non otterrai assolutamente nulla in più di ciò che hai o sei già.
“Noi non ci sediamo in meditazione per raggiungere l’illuminazione”: perché l’illuminazione sarebbe lo scopo supremo. Se non ci sediamo per lo scopo supremo, figurati se ci sediamo per smettere di fumare!
“Sedersi in meditazione è illuminazione”: cioè sedersi in meditazione significa aver raggiunto l’illuminazione, lo scopo supremo!
E’ come dire se ti siedi ti illumini, appena ti alzi non sei illuminato.
Come un interruttore: se ti siedi a meditare sei acceso (illuminato), appena ti alzi dalla sedia dove hai meditato ti spegni (non sei illuminato).
E’ una frase dal significato molto profondo!
Cioè quando medito, io esisto. Sono illuminato. Esisto io che osservo il mio corpo, i miei pensieri, le mie paure, ciò che accade.
Quando non medito, io non esisto. Non sono illuminato. Chi esiste? Il mio corpo, i miei pensieri, le mie paure… Ma io non ci sono più! Perché mi sono identificato: cioè sono la mia paura che non riuscirò a uscire da una certa situazione; sono i miei pensieri; sono le mie idee sul 2012 o su Neanderthal; sono questo corpo che prova dolore.
Ma quando medito si crea uno spazio: da una parte ci sono io e dall’altra c’è la mia paura che non riuscirò a uscire da una certa situazione; ci sono i miei pensieri; ci sono le mie idee sul 2012 o su Neanderthal; c’è questo corpo che prova dolore…
Ed io posso osservare tutto ciò.
Io posso osservare quelle cose perché non sono quelle cose!
Sono qualcosa di inspiegabile. Sono consapevolezza.
 
E per concludere con una metafora orientale…
Siamo le onde del mare. In superficie siamo tutti diversi. Chi più scuro, chi più chiaro a seconda dei diversi riflessi della luce, della posizione di ognuno di noi, del tempo.
In superficie… E ogni onda si crede unica. Nonostante veda benissimo che sia composta dalle stesse cose delle onde che le stanno accanto o che l’hanno preceduta, essa si vede diversa.
E comprende in sé che la fine si avvicina perché il vento non può soffiare sempre nella stessa direzione ed anche la spiaggia ormai è prossima.
Allora inizia a fantasticare… Si crea un paradiso, un inferno. Inizia a concepire un complesso sistema filosofico che possa salvarla. E mentre pensa e fantastica, in un battibaleno, la spiaggia è arrivata. Il vento si è fermato. Ed è scomparsa.
La vita dell’uomo è breve. Egli si perde nei suoi sogni al posto di godersi il vento e il sole.
Si perde quest’attimo che è l’unico reale e si ritrova, senza nemmeno accorgersene, estinto, sulla spiaggia.
Ma ogni onda è in realtà l’oceano: in ogni istante esiste l’onda e l’oceano. E quando l’onda scomparirà, rimarrà l’oceano…
Una nuova onda sorgerà o forse no, ma l’oceano rimarrà.
Questa è la meditazione.
Meditazione che significa “essere qui” poiché non esiste alcun posto dove andare né alcun futuro in cui sperare.
Sognare non è un male. Ma svegliarsi è vivere.

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2 risposte a

  1. giuli1 scrive:

    perfetto!!!
    un dolce pensiero…..

  2. giuli scrive:

    volando….
    buon inizio settimana**
    giuli

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