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	<title>Semplicemente me stesso</title>
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		<title>La via</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 21:27:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1. La vita esiste solo nel presente: non potrebbe essere altrimenti. C&#8217;è forse qualche essere che, in questo momento, sta esistendo nel passato o nel futuro? C&#8217;è forse qualcuno che sta respirando o sta provando un&#8217;emozione in un luogo diverso &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/la-via/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>1. La vita esiste solo nel presente: non potrebbe essere altrimenti. C&#8217;è forse qualche essere che, in questo momento, sta esistendo nel passato o nel futuro? C&#8217;è forse qualcuno che sta respirando o sta provando un&#8217;emozione in un luogo diverso dal presente?<br />
Passato e futuro sono posti disabitati e inesistenti. Sono come un deserto privo di sabbia e di cielo.</p>
<p>2. Come può arrecare piacere un luogo inesistente?<br />
Eppure molti vi cercano e vi &#8220;trovano&#8221; la gioia.<br />
Sono coloro che non stanno effettivamente cercando nel passato o nel futuro la propria felicità: essendo infatti luoghi inesistenti essi non possono accogliere nessun ricercatore. Piuttosto questi uomini e queste donne stanno semplicemente cercando un luogo nelle loro fantasie e nei loro sogni che sia diverso dal presente e che essi chiamano &#8220;passato&#8221; o futuro&#8221;. Queste donne e questi uomini sostengono infatti che il presente è dolore: ma anche questa loro affermazione non è corretta. Il presente infatti, esistendo per un solo istante, è troppo minuscolo per poter ospitare un&#8217;esperienza continuativa detta dolore.<br />
E non si può nemmeno sostenere che l&#8217;insieme degli istanti presenti possa creare uno spazio sufficientemente largo: ogni istante è diverso dal precedente e dal successivo, ed esiste per un tempo infinitesimale. Non può esistere un presente largo abbastanza da contenere il dolore poichè il presente esiste solo per un istante e poi scompare e non aggiunge nulla all&#8217;istante successivo che, una volta presentatosi, scomparirà fulmineamente anch&#8217;esso. Al massimo ogni istante, essendo sempre diverso, potrebbe contenere cose infinitamente piccole e sempre diverse. Ma non certo un&#8217;esperienza ben codificata detta dolore.</p>
<p>3. Il ricercatore è colui che è spinto a &#8220;cercare&#8221; qualcosa di cui non sa nulla. Egli sente un impulso che lo chiama&#8230; un impulso che nasce dalla consapevolezza che il mondo non può ridursi a dolore e tristezza o a gioie fugaci.<br />
Al ricercatore si presentano due vie. Queste due vie sono entrambe valide o meglio, nessuno può giudicare se sia migliore l&#8217;una o l&#8217;altra. Ciò perchè l&#8217;esistenza del corpo è limitata e quindi bisognerebbe cercare di vivere al meglio ovvero impegnarsi a soffrire il meno possibile. Le critiche all&#8217;una o all&#8217;altra via sono solo giudizi che non tengono conto della complessità dell&#8217;essere vivente e delle sue passate esperienze che, nonostante tutto, giocano un ruolo importante sulle sue scelte.<br />
Quindi esistono essenzialmente due vie:<br />
a. La via del sogno<br />
b. La via della realtà</p>
<p>4. La via del sogno è quella dei sognatori: popoli che abitano luoghi mai esistiti a cui danno nome &#8220;passato&#8221;. Ma non il vero passato: piuttosto un passato inventato di sana pianta, privo di eventi negativi o dove gli eventi dolorosi sono &#8220;più leggeri e meglio sopportabili&#8221;. Essi rimpiangono questo passato mitico, un passato che non è mai esistito.<br />
Fra i sognatori vi sono anche i popoli che invece vivono in un luogo che loro chiamano &#8220;futuro&#8221;. Lottano in ogni istante per abbellire questo loro sogno e credono nella bellezza del tempo che verrà.<br />
Sempre in questa categoria esistono poi i negativi: coloro che non vivono da nessuna parte e che considerano passato, presente e futuro luoghi da cui fuggire poichè la bellezza è un mito e non esiste da nessuna parte.<br />
Tutti i sognatori condividono una caratteristica: la fuga dal presente. Essi vivono nel futuro o nel passato o da nessuna parte. Ma mai nel presente.<br />
Non accettando il presente, non accettano se stessi poichè il corpo esiste solo qui e ora.<br />
Un esempio classico di sognatore è colui che segue la dottrina del pensiero positivo: si sforza perchè non riesce a vedere il positivo nel presente e quindi lo deve &#8220;pensare&#8221; cioè &#8220;immaginare&#8221;.<br />
Le azioni dei sognatori sono necessariamente non-idonee: l&#8217;azione infatti può svolgersi solo nel presente. Ma il presente muta continuamente e questi sognatori tentano di intrappolarlo nel loro pensiero (positivo o negativo che sia).<br />
I sognatori usano azioni che &#8220;pescano&#8221; dalle loro esperienze passate o anche immaginate e quindi non trovano mai corrispondenza nell&#8217;istante attuale.<br />
In definitiva quindi il sognatore è colui che:<br />
- Usa l&#8217;osservazione giudicante: compara continuamente cosa sta accadendo a cosa è accaduto o a cosa secondo lui dovrebbe accadere. Quindi non riesce a vedere ciò che accade realmente e tenta di modificare il presente secondo la propria visione.<br />
- Usa il ricordo passato: che abilmente camuffa in qualcosa di positivo (o negativo) per tentare di plasmare il momento presente in base alle sue idee.<br />
- Reagisce: egli non riesce ad agire, ma solo a reagire. L&#8217;azione è infatti qualcosa che nasce insieme all&#8217;istante presente ed è sempre nuova e diversa poichè sempre nuovo e diverso è l&#8217;istante presente. Il sognatore invece agisce partendo da ricordi e giudizi cioè con azioni morte. Non possono essere chiamate azioni, ma reazioni.</p>
<p>5. La via della realtà è il modo opposto al precedente. E&#8217; vivere ora e quindi agire di conseguenza tramite azioni nuove, inaspettate, incalcolabili.<br />
E&#8217; vivere senza passato nè futuro.<br />
Le azioni che nascono da coloro che seguono tale via non sono attinte dal passato e non sono ripetibili nel futuro sempre per il concetto che ogni istante è diverso dal precedente e dal successivo.<br />
Tale tipo di azione è chiamata meditazione. Altri l&#8217;hanno chiamata &#8220;non-azione&#8221; per sottolineare una sorta di azione che fluisce insieme agli eventi e che quindi è &#8220;priva di sforzo&#8221;.<br />
La meditazione si serve di:<br />
- Osservazione pura: osservazione senza giudizio, cioè senza paragoni con presente o passato. Questa osservazione è un fluire continuo con ciò che accade e si trasforma continuamente. Non è un fenomeno statico, ma muta con la realtà. Ad esempio osservare senza giudicare un&#8217; emozione nel suo nascere, nel suo progredire e nel suo spegnersi è un fluire con l&#8217;emozione stessa.<br />
- Ricordo puro: è il ricordo istante per istante. E&#8217;, in pratica, ricordare in ogni istante la propria posizione spaziale. La mente, il sogno, l&#8217;immaginazione portano alla costante dimenticanza del luogo dove risiede il corpo nell&#8217;istante presente.<br />
- Azione pura: chi agisce nella via della realtà, agisce veramente e non si limita a reagire. Ogni azione si situa nel presente ed è sempre nuova ed irripetibile.</p>
<p>Osservazione pura, ricordo puro ed azione pura non possono essere separate. Se solo una di esse è perfettamente attuata, le altre seguono di conseguenza.<br />
Ad esempio nell&#8217;osservazione pura è anche necessario ricordare dove si è e da queste due cose nascerà un&#8217;azione nuova e irripetibile.<br />
Osservazione pura, ricordo puro ed azione pura vengono nel complesso definiti &#8220;illuminazione&#8221;. Illuminazione infatti non è qualcosa da raggiungere, altrimenti si ricadrebbe nella categoria del sognatore. Illuminazione è già adesso ed è la perfetta realizzazione di osservazione, ricordo e azione (o di una di esse poichè, come abbiamo visto, realizzare una è realizzare anche le altre due).<br />
A seconda delle proprie inclinazioni quindi si può esercitare osservazione pura, ricordo puro o azione pura poichè una contiene le altre due. L&#8217;esercizio di una di queste è detto illuminazione.</p>
<p>6. Come già osservato nessuno può dire se una delle due vie sia migliore dell&#8217;altra. C&#8217;è da dire però che la società consiglia la prima poichè i sognatori, non riuscendo ad agire, ma solo a reagire, sono prevedibili e quindi più controllabili rispetto a chi agisce sempre diversamente.<br />
Di certo la seconda via dà libertà, ma anche responsabilità: colui che vive nella realtà non può dare la responsabilità del proprio operato a nessun altro se non a se stesso. Questa seconda via può apparire anche più difficile poichè in essa si è soli: la maggior parte della gente preferisce la prima via e tenterà di far cambiare strada a chi vuole vivere nella realtà &#8220;per il loro bene&#8221;.</p>
<p>7. Che cos&#8217;è, quindi, la meditazione? E&#8217; la via della realtà che può essere divisa in tre parti, parti che solo apparentemente sono a sè stanti.<br />
Bisogna sceglierne una o più di una a seconda delle proprie inclinazioni.<br />
- Osservazione pura: osserva, senti&#8230; usa tutti i sensi per &#8220;ricevere&#8221; ciò che sta accadendo nel momento presente. Osserva cosa sta accadendo: gioia, dolore, rabbia, pensieri. Rimani sempre nel presente ovvero senti ciò che sta accadendo qui e ora. Solo sentendo ciò che accade infatti si può rimanere collegati al presente altrimenti si scivola nei pensieri, nel passato o nella fantasia e si dimentica l&#8217;istante attuale.<br />
C&#8217;è rabbia? Non ti ci attaccare! Non farti portare via nel passato o in luoghi immaginari. Osserva: da dove arriva la rabbia, dove si sta dirigendo, cosa suscita in te? Lasciala nel presente e tu rimani con lei.<br />
- Ricordo puro: in ogni istante ritorna al presente ricordandoti dove sei. Anche questo metodo serve a rimanere nel presente e a non precipitare in luoghi immaginari o passati. Guardati intorno e chiediti ogni tanto: dove sono? Torna continuamente nell&#8217;istante presente.<br />
- Azione pura: rallenta e metti attenzione in ogni cosa che fai rendendola un&#8217;arte. Più sei attento, più rimani nel presente, nell&#8217;atto che stai compiendo e in ciò che ne deriva.<br />
Ad esempio mangia assaporando ogni boccone, cammina lentamente e sii in ogni passo, scrivi rendendo ogni parola perfetta e attenta come te.</p>
<p>Questo è meditazione.<br />
Questo è illuminazione.</h5>
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		<title>15 aprile</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 08:44:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tempo sta fuggendo velocemente mentre le cose sembrano mutare sempre meno. E’ come se precipitando verso la fine, il paesaggio rimanesse pressoché costante. La primavera non riesce a giungere e i giorni stanno finendo. Come le foglie non riescono &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/15-aprile/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Il tempo sta fuggendo velocemente mentre le cose sembrano mutare sempre meno.<br />
E’ come se precipitando verso la fine, il paesaggio rimanesse pressoché costante.<br />
La primavera non riesce a giungere e i giorni stanno finendo.<br />
Come le foglie non riescono a spuntare dai rami sempre più secchi, così chi mi circonda ripropone gli stessi schemi. In eterno.<br />
Schemi pieni di paura e convenienza. Quasi che l’ego fosse immortale.<br />
Ognuno a ricercare un bene effimero, temporaneo, in cui riporre la propria felicità.<br />
Sonnambuli si aggirano lentamente nei borghi, ognuno col proprio consiglio da elargire, sicuri della propria saggezza.</p>
<p>Non vedo la luce.<br />
I minuti passano mentre il resto si è congelato.<br />
Mi sento come in un enorme cimitero, dove l’unica cosa viva è il vecchio orologio giallo sulla parete alle mie spalle. E’ alle mie spalle: ho paura di voltarmi e vedere che un altro giorno è giunto al termine.<br />
Mi sento in gabbia: le cose mutano con una lentezza indescrivibile, un anno sembra un giorno.</p>
<p>Mi vorrebbero far credere che i tempi per una rivoluzione della coscienza sono maturi.<br />
Ma io non vedo nulla di tutto ciò.<br />
Vedo solo maschere che fanno finta di essere felici, maschere che si aggrappano a flebili illusioni, nascondendo l’ineluttabile verità nei propri cuori.<br />
Per quanto tempo riuscirete a mentire?<br />
Il tempo necessario affinché giunga la morte e porti via tutte queste false speranze. E la morte giunge con passi da gigante, mentre il resto si è fermato come in una sorta di maledizione.<br />
Che cosa ci è successo?<br />
Non è mutato nulla: rincorrere un sogno per sfuggire all’ineluttabile! E’ sempre stato così. Così sarà in eterno.<br />
Avete inventato le vostre divinità per riuscire a sopravvivere: il denaro, l’egoismo, l’insensibilità. Ed ora tutte le vostre creazioni vi stanno sfuggendo di mano.</p>
<p>In questo universo sterminato, infinito… siamo soli.<br />
Dio abita nella mente di chi lo ha partorito.<br />
Gli altri stanno sopravvivendo.</p>
<p>Che cosa state costruendo? Dove sono i figli della vostra saggezza? L’aria che avete appestato vi ha reso i polmoni neri come il vostro cuore; i cibi sono contaminati, le acque ammorbate dai vostri stessi perversi desideri.<br />
Dov’è finito il vostro Dio? Vi aspetta nel suo lussuoso paradiso? O forse nel suo inferno senza fine?</p>
<p>L’orologio sta correndo. Ma tutto si è fermato.<br />
Non so più cosa sia bene per me e cosa sia male per voi.<br />
Bene e male: due parole sorte della vostra ipocrisia! Dalla vostra grande capacità di sottomettere l’altro ai vostri insensati desideri!<br />
Tutto giunge al termine e voi non avete saputo portare l’umanità avanti di un singolo passo! I millenni sono passati, ma voi siete sempre là!<br />
A cercare di sopravvivere, a lottare l’uno contro l’altro senza rispetto, senza amore… L’amore! Che bella parola avete inventato per coprire le vostre debolezze!<br />
L’amore, una parola senza senso. Un’altra delle vostre creature, insieme a Dio e a tutto il resto.</p>
<p>Non è colpa vostra.<br />
Non è colpa di nessuno.<br />
Un uomo nasce, viene riempito di schemi e di conseguenza reagisce.<br />
E’ totalmente inconsapevole. Cerca di sopravvivere.<br />
Ecco il destino di questo miserabile essere a cui voi date così tanto potere!<br />
Egli si è erto contro la natura, contro se stesso. Ha voluto dominare i suoi simili, ma la fortuna ha voluto che la sua vita fosse breve. Uno schiocco di dita.<br />
Ma io dico che se un singolo uomo avesse avuto a disposizione anche un miliardo di anni, non avrebbe saputo fare diversamente.</p>
<p>Non è colpa di nessuno.</p>
<p>Ma io non riesco a vivere così.<br />
Credo si possa fare qualcosa, si possa mutare questa situazione… forse anche io mi sto illudendo.<br />
E’ forse un programma della natura: farti credere che si possa cambiare. Ma probabilmente il cambiamento non conviene né alla natura né all’uomo. E tutto procede sempre uguale.<br />
Perché non c’è un senso se non quello di nascere, dare vita ad altri esseri e infine morire.<br />
Ma perché tutto ciò?<br />
Credo non ci sia nessuno scopo: è così e basta.<br />
Non c’è una spiegazione: noi vorremmo trovarla perché è così triste morire… Ma non c’è alcuna spiegazione.<br />
Vorremmo che tutto rimanesse uguale, che non cambiasse mai: cerchiamo un attimo di felicità che duri in eterno. Ed in parte ci siamo riusciti: non sta mutando nulla, solo che quello che sta durando non è un attimo eterno di gioia. E’ qualcosa dove albergano gioia, dolore, noia. E queste cose si ripropongono in continuazione.</p>
<p>Per prima cosa bisognerebbe mettersi a nudo davanti alla Realtà.<br />
Questo per me è molto complesso: non riesco a mettermi a nudo nemmeno davanti agli altri, figuriamoci davanti alla Realtà!<br />
Ho paura di non farcela: questa Realtà potrebbe annientarmi. Ma so anche che non posso continuare così.<br />
Sono stanco di vedere persone che si trascinano ogni giorno lungo lo stesso percorso; sono stanco di sentire le stesse parole, gli stessi consigli… Quei consigli che non hanno mai portato beneficio a nessuno eppure che continuano ad esistere!<br />
Questo mi fa dedurre come l’uomo voglia essere sempre uguale, abbia paura del cambiamento e come ci sia ben riuscito: solo gli orologi stanno pulsando, i cuori si sono fermati.</p>
<p>State dicendo le stesse cose da millenni eppure il dolore è rimasto! E state proponendo le vostre parole come antidoto all’infelicità: ma da dove escono queste parole? Da gente infelice!<br />
Il vostro vero intento è far rimanere tutto così com’è e quindi continuate a riproporre gli stessi schemi.<br />
Siete un paradosso…<br />
Avete paura del cambiamento, state sopravvivendo nella stessa prigione da anni! E nonostante soffriate, vi ripetete che è sempre meglio vivere in un luogo malsano, ma che ben conoscete, piuttosto che uscire fuori e abbracciare l’ignoto.<br />
I vostri filosofi, i vostri preti e i vostri politici hanno setacciato in lungo e in largo questa prigione e vi vendono la mappa per la felicità: vi stanno dicendo “passate nella cella accanto, là vi troverete bene e finalmente sarete felici!”.<br />
Migliaia di anni a passare da cella in cella, nella stessa sudicia prigione, con le vostre misere certezze, inconsapevoli. Prigionieri dei vostri incubi e spinti dall’illusione dei vostri sogni.<br />
Ma nessun sogno può trovare realizzazione in una cella più confortevole!<br />
Certo forse non avete la certezza che oltre le mura del fortino dove vi siete barricatici ci sia qualcosa. Forse non c’è nulla.<br />
E così continuate a far finta di essere felici, mentre i vostri sguardi sono morti.</p>
<p>Che cosa vi tiene là dentro? La speranza di non perdere la vostra identità! La vostra identità: un misero cartellino attaccato al vostro pigiama a strisce!<br />
“Io sono John”, “Io sono Pierre”… Io sono! Che bella consolazione… Che bel vanto: io sono un carcerato delle mie paure!<br />
A questo punto sarebbe meglio non essere!</p>
<p>Potrei dirvi di andare contro queste misere regole che vi siete creati!<br />
Ma voi mi avete già risposto: avete paura che qualcuno possa fare qualcosa contro le leggi, che qualcuno possa fare un gesto estremo, che qualcuno possa uccidervi, rubare la vostra miseria… Ma questo lo state già facendo! Avete i vostri assassini e i vostri ladri…<br />
Ma vi illudete… come del resto vi illudete su ogni cosa.<br />
Non vi dirò di andare contro le vostre misere regole: lo state già facendo. Non fareste nulla di nuovo.<br />
La vostra ipocrisia è sconcertante: vi siete creati dieci comandamenti che trasgredite continuamente.<br />
Perché fa tutto parte del vostro perverso gioco: qualche regola, un tiro di dadi e si fa finta di procedere sul tabellone della vita. Ma il vostro intento è altro.<br />
Il vostro intento è rimanere fermi.<br />
E nessuno vuole andare oltre. Perché per voi non è un semplice gioco: ci avete scommesso sopra la vostra povertà. E se ve la tolgono, cosa vi rimarrà?<br />
Niente. Siete pieni di povertà! Tanto che i vostri sacerdoti considerano la povertà una ricchezza! Ecco a cosa ha condotto la vostra follia.<br />
E più credete di possedere più siete poveri. E più siete poveri più venite esaltati!<br />
E tutto rimane così com’è.<br />
Questo è il vostro gioco: e ci siete riusciti.<br />
Guardatevi: oggi possedete tutto… tecnologia, farmaci, sapere eppure invidiate i tempi passati dove la gente moriva a qualsiasi età uccisa da banali malattie o dall’ignoranza dei vostri tribunali che punivano con atroci torture colui che la pensava diversamente dalla massa.<br />
E questa non è follia?! Non è forse follia santificare un passato di violenza e dolore?<br />
In realtà non possedete nulla e mai avete posseduto alcunché.</p>
<p>Per prima cosa bisognerebbe mettersi a nudo davanti alla Realtà.<br />
O anche: guardare la Realtà negli occhi.<br />
E che cos’è la Realtà? E’ quello che accade nell’istante presente. Perché il passato non esiste più nonostante i vostri sforzi fruttuosi per riproporlo e il futuro non è mai arrivato, grazie ai vostri sacrifici.<br />
L’unica cosa che esiste è ciò che sta accadendo ora.<br />
La Realtà è quello che accade in questo istante, cioè quello che esiste, a prescindere se ci sia un qualcuno o un qualcosa che la percepisce.<br />
La Verità è invece la Realtà percepita.<br />
L’uomo percepisce l’istante reale e lo fa suo, trasformandolo in verità.<br />
C’è un’unica Realtà, ma infinite Verità in base agli infiniti esseri che possono osservare il momento presente.</p>
<p>In questo momento ci sono poche verità: pochi stanno osservando la Realtà.<br />
Molti di voi stanno semplicemente vivendo il passato e si stanno illudendo che sia reale.<br />
Lo stanno riproponendo, e come già detto ci stanno riuscendo benissimo.<br />
Azioni morte per creare un mondo di morti.</p>
<p>Sonnambuli popolano le strade e cercano la luce dove sanno che troveranno il buio. Le loro palpebre sono aperte, ma i loro occhi vedono cose passate che non esistono più.<br />
I loro corpi riposano nell’angoscia di una realtà che non sta esistendo, le loro orecchie odono rumori scomparsi per sempre.<br />
Non riescono più a percepire gusti e profumi, ma cercano di ricordare cibi ormai digeriti e fiori già estinti.<br />
Le loro mani cercano la via d’uscita su un muro senza porte.</p>
<p>Ecco a cosa vi siete ridotti: elemosinate affetto, sicurezza, benessere. Sperate che la vostra situazione cambi, eppure fate di tutto perché ogni cosa rimanga com’è. Sperate che qualcuno si prenda cura di voi mentre cercate di ostacolare gli altri. Cercate risposte reali nel mondo dei sogni e cercate illusioni non appena comprendete di starvi risvegliando.<br />
Conoscete a memoria l’aldilà sapendo con certezza quali paesaggi vi attendono una volta trapassati, ma non conoscete nulla di ciò che vi circonda e di ciò che alberga dentro di voi in vita.<br />
Riuscite a comunicare con i defunti, ma non sapete nemmeno fare una carezza a chi vi sta vicino in questo istante.<br />
Sapete tutto sull’anima, ma per ricordarvi di avere un corpo dovete sperare che si ammali e soffra.<br />
Questo è il paradosso dell’uomo. Questa è la sua follia!</p>
<p>Ogni giorno, in ogni istante, qualcuno muore. Ma a voi non interessa: come se la morte non dovesse mai toccarvi. Come se la morte dovesse toccare sempre qualcun altro.<br />
E anche quando giunge, cercate un’illusione che vi possa consolare! Come se non bastasse la vita di illusioni in cui avete vissuto!<br />
Anche nell’ultimo istante invece di abbracciare la realtà, fuggite nella menzogna!<br />
Una vita a mentire a voi e al mondo intero per cercare di sopravvivere, per cercare di tenere insieme qualche tassello di puzzle che dà un senso inutile alla vostra misera esistenza.<br />
Mentite e insegnate a mentire. Come se ne ricavaste qualcosa, come se l’essere sinceri possa in qualche modo sottrarvi qualcosa di prezioso.</p>
<p>Io, personalmente, mi sono stancato.</h5>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:02:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Passaggio Sento qualcosa: è il dolce suono del silenzio che sta con me nei momenti di sconforto. Quando chiudo la porta: musiche rilassanti, movimenti dolci e lenti, profumi lontani… A volte in me c’è rabbia e dolore. Ma forse in &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/25767493/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Passaggio</strong></span></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Sento qualcosa: è il dolce suono del silenzio che sta con me nei momenti di sconforto.<br />
Quando chiudo la porta: musiche rilassanti, movimenti dolci e lenti, profumi lontani…<br />
A volte in me c’è rabbia e dolore. Ma forse in ognuno di noi c’è semplicemente ogni cosa.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Se butti una pietra in un lago c’è di sicuro una reazione: il lago non rimarrà fermo.<br />
Poi tornerà al suo stato originario.<br />
Allo stato originario siamo senza forma, inesistenti. Tutto è silenzio.<br />
Poi un sasso… e tutto si muove. Si crea il suono e il movimento.<br />
Sono stati dell’essere.<br />
Anche il silenzio e l’immobilità sono stati.<br />
In verità non c’è alcuna forma originaria: quando c’è il movimento c’è il movimento, quando c’è la quiete c’è la quiete.<br />
Nessun origine, nessun termine.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Il problema sorge nella non accettazione, nel voler ricreare un momento passato o che non c’è mai stato.<br />
Tutto muta incessantemente e non ci sono momenti uguali o più uguali ad altri.<br />
L’immaginazione crea paradisi, divinità, speranze.<br />
Ma questo porta solo a frustrazione poiché questo corpo muta: nasce, matura, muore.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><em>C’è un bisogno di calma in me.</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">La metafora del ciclone è frutto dell’immaginazione: qualcosa che dentro è immobile, fuori si muove.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Non riesco a scrivere autobiografie: proprio non ce la faccio… Mi piacciono le metafore. Parlando del tutto parlo di me stesso… e del resto come potrebbe essere diverso? Non possiamo trattare ciò che non ci appartiene. Ma poi ogni cosa torna al proprio posto: perché abbiamo una radice comune.<br />
L’oceano si solleva e modifica per via degli eventi esterni come il vento o i terremoti.<br />
Io e te siamo lo stesso oceano, ma siamo diversi l’uno dall’altro per via degli eventi esterni.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Siamo onde diverse, qualcuno è più alto, qualcuno più tormentato, qualcuno più spaventoso.<br />
La radice però è comune: altrimenti non si spiegherebbe l’empatia, lo stesso sentire.<br />
Quando parlo o scrivo suscito qualcosa in te che parla della nostra radice comune.<br />
Fra noi, non c’è alcuna differenza.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ma cosa sono questi eventi esterni che danno forma alle onde, e le fanno “apparire” in certi modi piuttosto che in altri?<br />
L’oceano è solo una metafora.<br />
Che differenza corre fra onda e oceano? Una differenza apparente. Prima o poi l’onda torna nell’oceano da cui non si è mai separata.<br />
Che cosa stai cercando quindi? <em>Poiché già sei.</em><br />
La ricerca crea solo dolore.<br />
Stai cercando qualcosa che è impossibile da trovare: te stesso.<br />
Da dove nasce il vento? Da dove nascono i terremoti che generano gli tsunami?<br />
L’oceano è solo una metafora: il vento, i terremoti… nascono da noi stessi. Noi siamo il pianeta: i venti creano le forme nel mare, ma i venti nascono dentro il pianeta stesso.<br />
Nulla è all’esterno che non sia già all’interno.<br />
E che cosa è il pianeta? Un granello di universo…<br />
Sono solo concetti limitati generati da menti limitate.<br />
Servono a comprendere. Forse.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Noi non siamo solo un oceano o un pianeta o l’universo. Siamo il tutto e il nulla…<br />
Poiché dove sta il nulla se non nel tutto?<br />
E dove sta il tutto? Nel nulla.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ora io guardo il cielo… Chi è questo “io” che guarda?<br />
Una manifestazione infinitesima del tutto/nulla.<br />
Le forme si succedono infinitamente e il tempo e lo spazio ne fanno parte.<br />
Una pietra può vivere tanti anni prima di essere disgregata dall’atmosfera. Un uomo può vivere alcuni anni… Ma dove sta la differenza?<br />
Non c’è nessuna differenza. Eppure ci sono mille differenze. Le differenze e le uguaglianze sono solo espressioni di un linguaggio che non può esprimersi totalmente<br />
Come può una mosca descrivere l’universo? Per lei non esiste universo migliore che una zuccheriera nella quale nascondersi e ricoprirsi di piaceri dolcissimi.<br />
Forse potrà descrivere una stanza, ma la sua attenzione sarà sempre verso quel piacere estremo.<br />
Forse riuscirà a scappare dalla finestra, ma quanto universo potrà conoscere e di conseguenza descrivere?</h5>
<h5 style="text-align: justify;">E tu, quanto universo puoi descrivere?<br />
Il sapere nasce dal limite: se ti poni un limite puoi descrivere ogni cosa. Se raggiungi l’universo, se senti di essere tutt’uno col suono e col silenzio… e so che almeno una volta hai provato ciò che sto esprimendo qui con un linguaggio troppo limitato.<br />
Se senti di essere uno col silenzio e col rumore, il tuo sapere scomparirà. Che cosa mai potrai descrivere? Le parole saranno rimaste indietro anni luce. I tuoi sensi si saranno persi.<br />
Che cosa accade quando nasce un’onda? Fermati sulla spiaggia: il vento soffia, l’onda sale e raggiunge un limite.<br />
Tu osservi.<br />
Poi l’onda si avvicina a te… ma ha paura. L’acqua ha paura della terra… E così pian piano si abbassa e scompare.<br />
Tu osservi.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Così questo corpo: quando c’è, cosa accade? C’è un corpo e poi tutto quello che puoi vedere attorno a te. E’ come la mosca nella stanza… Può vedere tutto ciò che c’è anche se la sua attenzione è puntata sulla zuccheriera.<br />
Così tu punti la tua attenzione verso il desiderio: perché ti senti limitato. Ma puoi anche vedere molto di più.<br />
Chi desidera è colui che crede nei propri limiti: che cosa potrebbe fare la mosca senza il suo zucchero? Ma se potesse immaginare di essere una col tutto/nulla potrebbe fuggire da quella finestra e scoprire altri mondi.<br />
Ma sono limiti.<br />
Anche gli altri mondi sono limiti.<br />
Non ha senso dire “sono il tutto/nulla”. E’ solo un’espressione limitata perché nasce da un linguaggio limitato.<br />
L’unica cosa che la mosca potrebbe fare sarebbe rimanere in silenzio…</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><em>Al massimo potrebbe rimanere in silenzio…</em><br />
Come quando sei così sorpreso che rimani senza fiato e immobile.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Quando questo corpo c’è, cosa accade? Ci sei tu e c’è il tutto e il nulla. Ci sei tu e c’è l’oceano con le sue immense onde. Ci sei tu, il silenzio e il suono.<br />
Quando l’onda si ritrae cosa rimane? L’oceano.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Quando questo corpo non c’è più cosa accade? Accade Dio.<br />
Mentre cammini ci sei tu, i tuoi desideri, il tuo sapere… ma quando non ci sei più c’è il tutto e c’è anche il nulla. Ma siccome nessuno può dargli un nome, allora esiste solo la purezza.<br />
Come una perla bianca nelle profondità dell’oceano: perfetta e silenziosa.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Se sei sulla spiaggia, il mare può farti ricordare cose spiacevoli. Forse sei stato picchiato in riva al mare, forse il mare ha portato via qualcuno a te caro.<br />
Ma quando tu non ci sei, allora rimane solo il mare.<br />
Senza ricordi, senza giudizi.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><em>Ecco cosa accade.</em></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Quando questo corpo c’è, accade il giudizio. Ogni cosa appare in un certo modo: i sensi, le aspettative, i ricordi e la personalità servono a dare un colore alle cose. Servono a catalogare.<br />
Quando questo corpo non c’è più, rimane solo la realtà. C’è solo libertà.<br />
Non siamo più un onda. Siamo l’oceano.<br />
E non siamo solo l’oceano, siamo anche il vento. Siamo l’universo. Siamo l’infinito tutto/nulla che muta in ogni istante.<br />
Dio è questo: un uomo, una donna, un bambino,  un fiore e tutti i fiori dell’universo contemporaneamente. E’ il tempo e l’eterno. E’ la nascita, la maturazione e la morte.<br />
Non ha desideri, eppure desidera.<br />
Egli è in ogni forma, si trasforma continuamente.<br />
Egli è informe e rimane costantemente immobile.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Ricorda una cosa.<br />
Eri sulla strada.<br />
Io ero con te, al tuo fianco.<br />
All’improvviso la campana, con un tocco, ha creato il tempo.<br />
Hai alzato la testa.<br />
Un tocco, e la tua testa si è alzata alla ricerca di quella campana che non vedevi.<br />
Intanto il suono continuava ad affievolirsi.<br />
E quando hai trovato la campana il suono era ormai scomparso.<br />
Ma io ero sempre con te, al tuo fianco.<br />
Io sono il silenzio che ti accompagna quando cammini lungo la strada polverosa e piena di sassi. O quando la neve scende lenta bagnandoti i capelli.<br />
Senza di me non esiste alcun suono.<br />
Quando la campana ha suonato io ero là anche se non mi vedevi: cercavi qualcos’altro.<br />
Poi hai trovato ciò che cercavi, e così hai creduto di avermi perso.<br />
Ma io sono sempre con te.<br />
In verità io sono te e tu sei me.<br />
Senza noi, nessun suono può esistere.<br />
Noi siamo il suono e il silenzio.<br />
Siamo ciò che cerchiamo e nulla è al di fuori di noi. Nulla è al nostro interno.<br />
Tutto è sempre al proprio posto, anche se non c’è.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">L’affanno e il dolore, la gioia e il piacere sono fenomeni mobili. Cercare e trovare: tutto fa parte di ciò che è e di ciò che non è mai stato.<br />
Non condannare il giudizio: esiste quando esiste, cessa di esistere quando non deve esistere.<br />
Tutto accade come il suono della campana.<br />
Senso e non-senso esistono solamente nel linguaggio.<br />
Ma anche il linguaggio fa parte dell’oceano: quando il vento soffia nell’orecchio ti porta le storie e i ricordi di chi è stato e di chi non è ancora arrivato.<br />
Se credi sia giusto aspettare, aspetta. Altrimenti parti: l’attesa e l’azione producono lo stesso suono.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Quando osservo l’oceano, dallo scoglio più alto, mi perdo nell’unione fra cielo e acqua. Non vedo più niente, eppure esisto.<br />
Quando non esisto, allora ogni cosa sta esistendo: ho solo lasciato un po’ più di spazio al mondo. Un mondo puro, non contaminato dalle parole.<br />
Quando il suono di questo corpo si estingue, non aver paura. Non aver timore di avermi cercato nella direzione sbagliata. Io sono e non sono.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Perché sono te.<br />
Finché tu ci sarai, anche io ci sarò. E quando non sarai, allora non saremo più.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nulla nasce e nulla muore mai. Tutto nasce e tutto continuamente muore.<br />
Ma queste sono solo parole.<br />
Se chiudi gli occhi, capirai.</h5>
<h5 style="text-align: justify;"><em>Il vento ha portato un petalo</em><br />
<em>Sul palmo della mia mano.</em><br />
<em>Non devo far altro</em><br />
<em>Che lasciarlo andare.</em></h5>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 15:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>privateoutrage</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[21.12.2012 Per alcuni la fine del mondo, per altri la fine di un mondo. La fine, comunque. Il popolo Maya ha previsto una inversione del campo magnetico terrestre e altri fenomeni che potrebbero creare disastri e che si verificano periodicamente. &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/25767481/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 16pt;">21.12.2012</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Per alcuni la fine <em>del</em> mondo, per altri la fine <em>di un</em> mondo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La fine, comunque.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il popolo Maya ha previsto una inversione del campo magnetico terrestre e altri fenomeni che potrebbero creare disastri e che si verificano periodicamente. In particolare ogni 1 milione e 872000 giorni.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">L&rsquo;era che ora stiamo vivendo ha avuto inizio il 13 agosto dell&#39;anno 3114 prima di Cristo e finir&agrave; il 21 dicembre 2012 dopo Cristo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il calendario Maya &egrave; cos&igrave; preciso, fatto da sacerdoti che erano anche astronomi, filosofi e scienziati, che l&#39;eclissi solare dell&#39;11 agosto 1999 si &egrave; verificata con 33 secondi di ritardo rispetto al tempo previsto dai Maya, previsione fatta intorno al 3.000 a.C.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In particolare i Maya individuano un periodo di tempo di 20 anni precedente alla &ldquo;fine&rdquo; chiamato &ldquo;il tempo del non tempo&rdquo;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In questo periodo apparir&agrave; una cometa o asteroide. La sua traiettoria potrebbe impattare sulla Terra. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Su tutti i giornali &egrave; apparsa una notizia: l&rsquo;Inghilterra e la NASA sono in allerta perch&eacute; non si esclude che un asteroide o una cometa possa presto impattare sulla Terra. E&rsquo; inoltre degli ultimi anni la diramazione ufficiale in tutti i giornali della notizia dell&rsquo;esistenza di una fascia di asteroidi che si sta avvicinando molto pericolosamente alla Terra.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Tuttavia, secondo la profezia, gi&agrave; nel 2012 si sar&agrave; ristabilita una situazione armonica dell&#39;universo, che sta partendo verso un nuovo giorno: ci sar&agrave; una nuova energia e dobbiamo prepararci ad essere i piloti di un grande e nuovo universo.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">250.000 anni fa viveva sulla terra un uomo. L&rsquo;uomo di Neanderthal</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Seppelliva i propri cari: credeva in un aldil&agrave;. Un mondo probabilmente migliore dove potesse trovare cibo a non finire senza grandi sforzi, acqua a basso prezzo, felicit&agrave; e gioia.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">250.000 anni fa&hellip; Se non sapessimo che questo uomo &egrave; considerato &ldquo;primitivo&rdquo; allora diremmo che &egrave; uguale all&rsquo;uomo &ldquo;sapiens sapiens&rdquo; odierno.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Misteriosamente un giorno l&rsquo;uomo di Neanderthal scomparve. Scomparve 30.000 anni fa.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Come le tante specie di farfalle che si estinguono ogni giorno in Amazzonia, anche una specie umana si estinse. Per fortuna era &ldquo;primitiva&rdquo;.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Circa 20 miliardi di anni fa si form&ograve; l&rsquo;universo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">4 miliardi di anni fa la terra.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">500 milioni di anni fa i pesci e poi i rettili. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">60 milioni di anni fa arrivarono i mammiferi.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Poi 2 milioni di anni fa alcune specie cominciarono a camminare su due zampe. Erano i primi uomini.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">250.000 anni fa abbiamo visto il Neanderthal, molto simile a noi a parte un po&rsquo; pi&ugrave; di peli.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">200.000 anni fa l&rsquo;uomo Sapiens, che non si &egrave; ancora estinto.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La natura ha supportato l&rsquo;uomo fino a 200.000 anni fa: lo ha aiutato ad evolversi.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Da 200.000 anni l&rsquo;uomo non si evolve. Questo perch&eacute; ora deve evolversi in maniera cosciente: &egrave; finita l&rsquo;epoca dell&rsquo;assistenzialismo della Natura.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ora l&rsquo;uomo deve cercare dentro si s&eacute; ed evolvere da solo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Qualche uomo c&rsquo;&egrave; riuscito, ma il resto aspetta ancora la Natura. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Sono passati 200.000 anni.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma ora il momento &egrave; giunto! Lo hanno detto i Maya!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Finalmente la &ldquo;natura&rdquo; (o Dio, gli Angeli, l&rsquo;Universo, l&rsquo;Energia&hellip; chiamatela come vi pare) sta arrivando.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ci possiamo sdraiare al sole e attendere: male che vada ci sar&agrave; un cataclisma tremendo (tipo quella che fece estinguere i dinosauri), ma dove i &ldquo;buoni&rdquo; si salveranno. Oppure, se le cose vanno bene, ci sar&agrave; addirittura una evoluzione planetaria. In pratica il 1 gennaio 2013 saremo tutti buoni!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Che bello!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E non ci saranno pi&ugrave; le guerre, gli omicidi, l&rsquo;inquinamento, il sistema bancario, le tasse, l&rsquo;odio, il capitalismo e i partiti politici.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Eppure ci saranno le macchine, l&rsquo;energia elettrica, la &ldquo;sana&rdquo; competizione, il &ldquo;sano&rdquo; capitalismo con una conseguente crescita economica. Tutto ecologico!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Anche i soldi saranno ecologici! </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">O forse torner&agrave; il baratto&hellip; Io ti do i frutti del mio orto (mele, pere, limoni) e tu mi dai una casa. Ottimo (ed equo)!</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">250.000 anni fa un uomo che la scienza chiama &ldquo;primitivo&rdquo; sognava un paradiso mentre seppelliva i propri morti.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Oggi, alle porte del 2012, l&rsquo;uomo sogna un paradiso, mentre seppellisce i propri morti.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">L&rsquo;uomo sogna.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E non c&rsquo;&egrave; nulla di male a sognare.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Qualche giorno fa esco di casa e vado in piazza. Incontro un tizio che mi dice che la fine del mondo &egrave; vicina. I segni sono palesi: terremoti, maremoti, violenza, morte, crisi economiche. Poi mi dice che oltre a questi segni c&rsquo;&egrave; una nuova coscienza umana: l&rsquo;uomo ha compreso che bisogna cambiare. Che ha compreso che bisogna prendere in mano il proprio destino.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">I segni sono palesi.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">I segni sono palesi?</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Terremoti, maremoti, violenza, morte, malattie: sono &ldquo;entit&agrave;&rdquo; nuove? </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Terremoti e maremoti di gigantesche proporzioni si sono abbattuti sull&rsquo;umanit&agrave; da quando esiste il pianeta terra. I dinosauri si sono estinti.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Vogliamo parlare della violenza? I primi clan umani esistenti sul pianeta terra si trucidavano, erano dediti al cannibalismo, gli stessi Maya usavano pratiche truculente e sacrifici umani inenarrabili. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Le guerre di conquista non erano violente? Che cosa fece Alessandro Magno? E l&rsquo;impero romano? Stupri erano all&rsquo;ordine del giorno.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E le torture medioevali? Le guerre religiose? Gli omicidi in nome di dio o in nome del maschilismo?</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La morte c&rsquo;&egrave; sempre stata&hellip; E le malattie? La peste, la lebbra, il vaiolo. La gente in passato moriva come le mosche!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Oggi grazie alle norme igieniche molte malattia sono quasi un ricordo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E oltre all&rsquo;igiene ci sono i mass media: e cos&igrave; ci si stupisce del terremoto. Prima semplicemente non lo si conosceva.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Si usano pi&ugrave; psicofarmaci (ma perch&eacute; in passato non erano stati inventati: il fenomeno dell&rsquo;uso di stupefacenti e sostanze inebrianti risale all&rsquo;inizio dei tempi).</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">C&rsquo;&egrave; una crisi di valori?</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma i filosofi si ponevano i dubbi sulla crisi di valore gi&agrave; ai tempi dell&rsquo;antica Grecia! La corruzione esisteva nell&rsquo;impero romano e anche prima!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E questo solo perch&eacute; abbiamo qualche documento scritto: ma sono sicuro che anche prima la gente si ponesse degli interrogativi. E non solo i filosofi!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Buddha 500 anni prima di Cristo parlava del fallimento della mente. 500 anni dopo, Cristo, diceva le stesse cose.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Nelle scritture religiose oientali, medio-orientali, nordiche risalenti a migliaia di anni fa si parla di crisi esistenziale. A che pro, infatti, la nascita della &ldquo;spiritualit&agrave;&rdquo;? A che pro tutti gli spiritualisti che fin dal&rsquo;alba dei tempi parlano di crisi?</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">250.000 anni fa l&rsquo;uomo di Neanderthal usava un rito funebre!</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Non saprei. A volte mi sembra strano.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; da quando ci siamo che cerchiamo conforto: ed &egrave; normale! </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Certo c&rsquo;&egrave; stato il movimento femminista; la crisi di quelli che venivano considerato valori e che oggi mettiamo in discussione. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">A parte che poi bisognerebbe andare a vedere se veramente questi diritti sono rispettati o se siamo come tanti anni fa, ed &egrave; solo una facciata dire &ldquo;che siamo pi&ugrave; civili e meno malati&rdquo;, ma al massimo possiamo dire che siamo gli stessi di sempre.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ognuno con i propri problemi che aveva anche l&rsquo;ominide che oggi la scienza considera &ldquo;primitivo&rdquo;. Primitivo perch&eacute; forse non riusciva ad inquinare o a usare il cellulare.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ecco al massimo diciamo che nulla &egrave; cambiato.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma non possiamo dire che si sta peggio! L&rsquo;et&agrave; media &egrave; aumentata, molte malattie non esistono pi&ugrave;, oggi sono libero di scrivere questo mio pensiero e di comunicarlo visto che non viviamo in una dittatura.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ok, ok&hellip; Mi dite che la vita &egrave; pi&ugrave; lunga ma siamo vuoti dentro; che le malattie di un tempo sono state sostituite da malattie &ldquo;spirituali&rdquo;; che la democrazia in realt&agrave; &egrave; solo di facciata perch&eacute; i mass-media controllano tutto.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Va benissimo!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma non diciamo che prima si stava meglio!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Basta leggersi il buon Marchese de Sade; qualche cronaca dello sterminio degli Indios in America; andare a vedere l&rsquo;esposizione di macchine di torture medioevali e via via indietro nel tempo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Non si stava meglio.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Al massimo si stava uguale o peggio.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Allora uno dovrebbe porsi il dubbio&hellip; Almeno leggersi qualche libro di antropologia cos&igrave; per curiosit&agrave;. Leggersi le operette morali del Leopardi o di qualche filosofo esistenzialista ch&eacute; ci sono sempre stati.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il male di vivere risale alla comparsa dell&rsquo;Homo Sapiens: un uomo che ha dovuto affrontare in termini di &ldquo;sopravvivenza&rdquo; il concetto di morte.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ha creato idee, pensieri, rituali che lo potessero fare sopravvivere davanti a quella ineluttabile verit&agrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La morte.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Perch&eacute; questo corpo &egrave; cos&igrave; delicato&hellip; Ci vuole una energia per tenere insieme tutte la parti di un organismo che nemmeno si immagina. Forse non la possiede nemmeno il sole!</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E mi si dice che bisogna abbandonare la mente, perch&eacute; la mente &egrave; il danno. La mente allontana dal cuore.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">S&igrave; certo. Il cuore &egrave; fondamentale. Senza il cuore non si sopravvive.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma senza mente? Puoi essere un vegetale su un letto di ospedale, il cuore batte s&igrave;. La mente sogna. Ma non me lo pu&ograve; comunicare.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Io non so cosa accade.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma &egrave; grazie a questa mente che io posso comunicare con voi e voi potete parlarmi.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Allora ci vuole il cuore e ci vuole la mente.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma prima cosa c&rsquo;&egrave;?</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Senza questa bocca come faccio ad esprimere Dio?</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Allora di sicuro prima viene la materia. Poi lo spirito.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">O lo spirito si incarna nella materia, &egrave; lo stesso.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma questi sono sofismi.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Sappiamo bene che se apriamo il cranio e tocchiamo i punti giusti del cervello possiamo avere visioni paradisiache o incubi infernali.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Certo quelle sono realt&agrave; per chi le vive! Non puoi dire a qualcuno che ha una allucinazione che le cose che vede non esistono. Al massimo pu&ograve; conviverci, ma come fa a credere al cento per cento che non esistono?</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Non pu&ograve;. Tutto qui.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Si pu&ograve; solo fidare.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Allora se la vita non ti piace, se vedi cose che ti fanno stare male&hellip; E badiamo bene: sono le stesse cose che facevano stare male chi ci ha preceduto! </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Se vedi la violenza e hai una morsa al cuore. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; normale: poich&eacute; il dolore, la violenza, la malattia sono contro il fenomeno della vita! E&rsquo; normale che l&rsquo;istinto di sopravvivenza ci faccia stare male e ci faccia porre dei dubbi!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Se la vita non ti piace, se l&agrave; fuori ci sono cose che ti sfanno stare male. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Allora puoi solo fidarti.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E oggi ci sono i Maya.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Una volta quando c&rsquo;era meno informazione c&rsquo;erano le profezie dell&rsquo;Apocalisse di Giovanni. Ma ora sono passate un po&rsquo; in secondo piano perch&eacute; non va pi&ugrave; di moda.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Meglio dire &ldquo;io credo agli alieni&rdquo; che dire &ldquo;la Bibbia dice&hellip;&rdquo;. Fa un po&rsquo; da bigotto cattolico.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E allora ti fidi.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Come il tizio che ha le allucinazioni: per vivere deve fidarsi. Deve fidarsi di quello che gli dice che le allucinazioni esistono solo nel suo cervello. E cos&igrave; pu&ograve; conviverci.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Certo non potr&agrave; proprio crederci al cento per cento, per&ograve; almeno si d&agrave; una certa spiegazione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E cos&igrave; oggi. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">&ldquo;Beh quello che vedo non mi piace, ma i Maya (o chi per loro) mi rassicurano. Verr&agrave; un nuovo mondo, fatto di pace e amore.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Dove tutti avranno la macchina e non inquineranno.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Tutti avranno i soldi e non ci saranno poveri.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Tutti finalmente potranno esprimere la loro creativit&agrave; e il loro potenziale e tutti li acclameranno per le loro virt&ugrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E non ci saranno pi&ugrave; i terremoti, le guerre, i partiti politici. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Internet servir&agrave; solo per conoscere nuovi esseri di luce.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Non si morir&agrave; pi&ugrave; o forse si sar&agrave; sicuri che questa vita non sia l&rsquo;unica vita perch&eacute; sar&agrave; sceso Dio stesso a confermarcelo!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Non ci saranno pi&ugrave; stupri, ma solo amore.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Amore vero. Quello dei poeti&hellip; Un amore quasi artificiale di plastica, per&ograve; perfetto!&rdquo;</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Io non sono contro i sogni.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma i sogni potrebbero diventare incubi. Perch&eacute; quando non si &egrave; svegli, chi &egrave; sveglio pu&ograve; farti quello che gli pare.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Se il 21 dicembre 2012 vedete che sono atterrati gli alieni a Los Angeles&hellip; E se poi dovete correre in farmacia perch&eacute; vi dicono che dovete vaccinarvi contro l&rsquo;influenza aliena perch&eacute; il nostro organismo non riconosce quei virus&hellip;</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Se qualche organismo internazionale deve prendere il potere nelle sue mani per la sicurezza mondiale, visto che non si sa se gli alieni siano bellicosi o meno&hellip;</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Se in medio-oriente frotte di angeli stanno combattendo contro i demoni per riconquistare l&rsquo;universo e liberarlo dal male&hellip;</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Se c&rsquo;&egrave; un&rsquo;esplosione nelle viscere della terra e i morti cominciano a uscire dalle tombe e qualche divinit&agrave; sumera atterra sulle piramidi egizie&#8230;</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Io starei attento perch&eacute; queste cose sono gi&agrave; successe.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Le avete viste al cinema!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Si sa che oggi molte guerre vengono combattute grazie ai mass-media che fanno credere una cosa ed invece &egrave; l&rsquo;esatto opposto.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ad Hollywood, gli alieni sono gi&agrave; arrivati e li hanno gi&agrave; proiettati sul grande schermo centinaia di volte.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">L&rsquo;unica cosa che ha fatto la differenza &egrave; che fino ad ora vi hanno detto che E.T. era finzione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma se vi dicono che non lo &egrave;?</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Magari diremo &ldquo;finalmente, i Maya hanno avuto ragione. Non ce la facevo pi&ugrave; a vivere cos&igrave;!&rdquo;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E tutti ad acclamare i nuovi visitatori, tutti a farsi il vaccino, tutti ad acclamare un governo unico mondiale che ha a cuore solo il &ldquo;benessere&rdquo; degli uomini o anche un governo presieduto da marziani che vogliono riportare la &ldquo;pace&rdquo; nella galassia.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Io non sono contro i Maya , contro i profeti, contro chi volete voi. Meteoriti potrebbero arrivare e distruggere il mondo anche in questo istante. Come &egrave; gi&agrave; accaduto.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Potrebbero arrivare angeli, divinit&agrave;, santi, demoni, energie sconosciute, alieni. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Oggi stesso tutti potrebbero diventare buoni (o cattivi).</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Dico solo che bisogna cominciare da noi. Da quello che c&rsquo;&egrave; dentro il corpo e forse qualche centimetro fuori. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Andare fuori anni luce e riversare la colpa sul resto del mondo e cercarvi anche la soluzione, &egrave; sempre stato fatto.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Da 250.000 anni le cose non sono cambiate molto e se lo sono, lo sono cambiate in meglio (almeno all&rsquo;apparenza), ma questo &egrave; l&rsquo;errore. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Colorare il passato di zucchero, perch&eacute; il presente dove si vive &egrave; sempre peggiore.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; peggiore perch&eacute; sei tu a viverci. E pensi sempre che oggi sia peggio di ieri invece di pensare che in ogni epoca ognuno ha avuto i suoi problemi e tu non sei un eroe. Sei come tutti gli altri. Anche in passato hanno pensato le stesse cose che pensi tu e lo faranno anche in futuro.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In oriente qualcuno cre&ograve; una cosa che si chiama meditazione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Oggi hanno commercializzato pure quella&hellip;</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">&ldquo;Meditazione&rdquo; non &egrave; un metodo, o forse lo &egrave;&hellip; ma che porta a nulla o forse porta a qualcosa.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Meditazione &egrave; l&rsquo;osservazione di ci&ograve; che &egrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Anche a quei tempi in oriente, e si parla di migliaia di anni fa, qualcuno vide che si moriva, ci si lamentava, si stava male. E comprese che il dolore derivava proprio dal non voler comprendere che la vita si svolge solo in questo istante e che solo in questo istante esiste la perfezione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il dolore deriva dal credere che ci possa essere una situazione o un momento migliore di questo.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma solo questo momento &egrave; perfetto. E non perch&eacute; ci sia qualcosa di speciale&hellip; No! Semplicemente perch&eacute; non esiste un altro momento. Esiste solo questo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In questo istante in cui sto scrivendo, esiste solo questo istante. Il passato se ne &egrave; andato, il futuro non arriver&agrave; mai. C&rsquo;&egrave; solo un istante e poi il successivo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Questo istante &egrave; perfetto non perch&eacute; non ci sia dolore: se in questo istante hai mal di testa, il dolore c&rsquo;&egrave;! Ma &egrave; perfetto perch&eacute; &egrave; l&rsquo;unica cosa che esiste.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il passato o il futuro non esistono, sono solo ricordi o aspettative. Esistono come funzioni mentali. E per questo motivo hanno la loro utilit&agrave;: la memoria serve a ritrovare casa quando si torna dal lavoro, a ricordare come si chiama un nostro amico e via dicendo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma sono funzioni mentali. Se la mente muore o si ammala e i ricordi non funzionano pi&ugrave;, l&rsquo;unica cosa che rimane &egrave; questo attimo presente.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Che &egrave; reale.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">O almeno cos&igrave; ci dicono i sensi, ma per tornare all&rsquo;esempio del tizio con le allucinazioni per lui la realt&agrave; sar&agrave; quella.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Quindi non si pu&ograve; dire nulla, eccetto che esiste un mondo mentale e un mondo esterno a cui ci rapportiamo attraverso i sensi.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il mondo esterno &egrave; reale per forza perch&eacute; comunque, anche se non fosse reale, tu lo stai vivendo. Se fosse un sogno, comunque qualcuno lo sta vivendo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Qualcuno c&rsquo;&egrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Al massimo non esiste nulla al di fuori di te: nemmeno io esisto, perch&eacute; potrei essere un tuo sogno, ma tu devi esserci perch&eacute; vivi questo sogno. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Quindi male che vada esisti solo tu. Ma comunque esisti.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">C&rsquo;&egrave; una autocoscienza.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Questo qui che scopr&igrave; la meditazione disse: &ldquo;al massimo esisto solo io. Passato e futuro sono funzioni mentali. E siccome ho questa autocoscienza del fare, allora esiste solo questo momento presente. La perfezione &egrave; quindi solo ora, perch&eacute; solo ora c&rsquo;&egrave; qualcosa che esiste. Solo ora c&rsquo;&egrave; qualcuno che pu&ograve; raccontare tale esperienza. Il resto risiede nella mente. E anche se questo istante risiedesse nella mente, comunque io ho autocoscienza di questo attimo che muta&rdquo;.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La meditazione &egrave; vivere ora.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Niente di pi&ugrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Certo poi come con i Maya anche qui la meditazione divenne qualcosa &ldquo;per stare meglio&rdquo; allora si disse che c&rsquo;era qualcosa di perfetto da qualche parte (come &egrave; il paradiso o l&rsquo;aldil&agrave;)&nbsp; e che per raggiungerlo bisognava meditare.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Insomma la meditazione divenne un metodo, tanto per commercializzare pure questo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma la meditazione non &egrave; un metodo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; stare qui. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E siccome non si pu&ograve; far altro che stare qui, allora la meditazione &egrave; l&rsquo;unica cosa reale.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma si sa&hellip; le cose facili sono le pi&ugrave; difficili.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Qualcuno disse che c&rsquo;&egrave; uno stato definito &ldquo;illuminazione&rdquo; da raggiungere e che per farlo ci vuole la meditazione (o qualche altra tecnica).</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Chi lo disse? Gli stessi che oggi dicono che per stare meglio bisogna aspettare il 2012. Perch&eacute; ora si sta male e quindi bisogna fare qualcosa o almeno aspettare che l&rsquo;universo faccia il suo dovere.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma non esiste nessuno stato di illuminazione. Non esiste uno stato migliore dello stato in cui siamo ora perch&eacute; questo istante &egrave; l&rsquo;unico reale. E se esistesse uno stato migliore sarebbe comunque irreale e quindi inesistente! Perch&eacute; ora non esiste e quindi non pu&ograve; esistere.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Allora anche se mentalmente questo istante &egrave; uno schifo, almeno &egrave; l&rsquo;unica cosa che esiste!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; come essere stati catapultati nel mare dopo che la nave &egrave; affondata: se troviamo un pezzo di tavolo galleggiante non diciamo certo che &egrave; esteticamente brutto! E&rsquo; l&rsquo;unica cosa reale che ci pu&ograve; portare da qualche parte! Pensare che arriver&agrave; una nave a salvarci ci pu&ograve; aiutare certo a non cadere preda della disperazione, ma in quell&rsquo;istante non serve a nulla se non c&rsquo;&egrave; anche il pezzo di legno galleggiante!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La meditazione &egrave; quindi vivere ora. Perch&eacute; solo &ldquo;ora&rdquo; esiste. Il resto sono funzioni mentali.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E se la mente facesse cilecca, saremmo nella merda!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">A quel punto dovresti per forza vivere il presente. Ma non saresti libero perch&eacute; non ti ricorderesti nemmeno cosa sia la libert&agrave;.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il maestro zen Dogen d&agrave; una spiegazione a parer mio illuminante di cosa sia la meditazione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Egli dice &ldquo;noi non ci sediamo in meditazione per raggiungere l&rsquo;illuminazione. Sedersi in meditazione &egrave; illuminazione&rdquo;. Quindi questo maestro ci dice che non puoi usare la meditazione per chiss&agrave; quale scopo. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ogni tanto in libreria vedo titoli come &ldquo;meditare fa bene&rdquo;, &ldquo;la meditazione per smettere di fumare&rdquo;. Ma questo &egrave; assurdo! Se meditare fa bene, vuol dire che se mediti come minimo non stai tanto bene e quindi lo fai per migliorare! Ma questo stravolge il significato stesso della meditazione: dove si dice che sei perfetto! Che non esiste un istante pi&ugrave; perfetto di questo o uno stato migliore di questo, semplicemente perch&eacute; esiste solo questo istante e anche se fosse uno schifo secondo i tuoi canoni, &egrave; l&rsquo;unico che c&rsquo;&egrave;. Il resto sono funzioni mentali o cerebrali.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Meditare per smettere di fumare? Questo presuppone che il fumo sia sbagliato, che faccia male e mille altre cose. E allora questo istante non &egrave; pi&ugrave; perfetto: stiamo coltivando il sogno che &ldquo;se mediti allora arriver&agrave; un istante in cui starai bene&rdquo;, ma questo si oppone al significato della meditazione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Quindi Dogen dice: la meditazione non serve a niente. Non ti devi sedere in meditazione per ottenere qualcosa. Non otterrai assolutamente nulla in pi&ugrave; di ci&ograve; che hai o sei gi&agrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">&ldquo;Noi non ci sediamo in meditazione per raggiungere l&rsquo;illuminazione&rdquo;: perch&eacute; l&rsquo;illuminazione sarebbe lo scopo supremo. Se non ci sediamo per lo scopo supremo, figurati se ci sediamo per smettere di fumare!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">&ldquo;Sedersi in meditazione &egrave; illuminazione&rdquo;: cio&egrave; sedersi in meditazione significa aver raggiunto l&rsquo;illuminazione, lo scopo supremo! </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; come dire se ti siedi ti illumini, appena ti alzi non sei illuminato.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Come un interruttore: se ti siedi a meditare sei acceso (illuminato), appena ti alzi dalla sedia dove hai meditato ti spegni (non sei illuminato).</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; una frase dal significato molto profondo!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Cio&egrave; quando medito, io esisto. Sono illuminato. Esisto io che osservo il mio corpo, i miei pensieri, le mie paure, ci&ograve; che accade.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Quando non medito, io non esisto. Non sono illuminato. Chi esiste? Il mio corpo, i miei pensieri, le mie paure&hellip; Ma io non ci sono pi&ugrave;! Perch&eacute; mi sono identificato: cio&egrave; sono la mia paura che non riuscir&ograve; a uscire da una certa situazione; sono i miei pensieri; sono le mie idee sul 2012 o su Neanderthal; sono questo corpo che prova dolore. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma quando medito si crea uno spazio: da una parte ci sono io e dall&rsquo;altra c&rsquo;&egrave; la mia paura che non riuscir&ograve; a uscire da una certa situazione; ci sono i miei pensieri; ci sono le mie idee sul 2012 o su Neanderthal; c&rsquo;&egrave; questo corpo che prova dolore&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ed io posso osservare tutto ci&ograve;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Io posso osservare quelle cose perch&eacute; non sono quelle cose!</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Sono qualcosa di inspiegabile. Sono consapevolezza.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E per concludere con una metafora orientale&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Siamo le onde del mare. In superficie siamo tutti diversi. Chi pi&ugrave; scuro, chi pi&ugrave; chiaro a seconda dei diversi riflessi della luce, della posizione di ognuno di noi, del tempo. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In superficie&hellip; E ogni onda si crede unica. Nonostante veda benissimo che sia composta dalle stesse cose delle onde che le stanno accanto o che l&rsquo;hanno preceduta, essa si vede diversa. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E comprende in s&eacute; che la fine si avvicina perch&eacute; il vento non pu&ograve; soffiare sempre nella stessa direzione ed anche la spiaggia ormai &egrave; prossima.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Allora inizia a fantasticare&hellip; Si crea un paradiso, un inferno. Inizia a concepire un complesso sistema filosofico che possa salvarla. E mentre pensa e fantastica, in un battibaleno, la spiaggia &egrave; arrivata. Il vento si &egrave; fermato. Ed &egrave; scomparsa.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La vita dell&rsquo;uomo &egrave; breve. Egli si perde nei suoi sogni al posto di godersi il vento e il sole.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Si perde quest&rsquo;attimo che &egrave; l&rsquo;unico reale e si ritrova, senza nemmeno accorgersene, estinto, sulla spiaggia.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma ogni onda &egrave; in realt&agrave; l&rsquo;oceano: in ogni istante esiste l&rsquo;onda e l&rsquo;oceano. E quando l&rsquo;onda scomparir&agrave;, rimarr&agrave; l&rsquo;oceano&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Una nuova onda sorger&agrave; o forse no, ma l&rsquo;oceano rimarr&agrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Questa &egrave; la meditazione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Meditazione che significa &ldquo;essere qui&rdquo; poich&eacute; non esiste alcun posto dove andare n&eacute; alcun futuro in cui sperare.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Sognare non &egrave; un male. Ma svegliarsi &egrave; vivere.</span></span></p>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 22:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>privateoutrage</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Meditazione &#160; La mente non &#232; altro che un&#8217;attivit&#224;: l&#8217;attivit&#224; di comparare continuamente il presente al passato. Essendo un&#8217;attivit&#224;, essa necessita di tempo. La mente quindi si serve del tempo e della memoria. E le azioni che scaturiscono dall&#8217;azione della &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/24653855/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-size: 11px;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><strong>Meditazione</strong><br />
	&nbsp;<br />
	La mente non &egrave; altro che un&rsquo;attivit&agrave;: l&rsquo;attivit&agrave; di comparare continuamente il presente al passato.<br />
	Essendo un&rsquo;attivit&agrave;, essa necessita di tempo.<br />
	La mente quindi si serve del tempo e della memoria. E le azioni che scaturiscono dall&rsquo;azione della mente non sono mai idonee perch&eacute; vecchie. La mente pretende di creare azioni (attraverso il corpo) basandosi su ci&ograve; che &egrave; immagazzinato nella memoria: ma le azioni sono situate nel presente che &egrave; diverso dal passato.<br />
	La meditazione &egrave; vivere il presente senza usare la mente. E&rsquo; agire in maniera sempre nuova, non meccanica. E&rsquo; osservare senza fare paragoni.<br />
	Per capire la differenza fra le due si pu&ograve; ricorrere ad un esempio.<br />
	Ipotizziamo che una persona abbia deciso di regalarci un&rsquo;orchidea.<br />
	Questa persona ci dice &ldquo;chiudi gli occhi, devo farti un regalo&rdquo;, noi chiudiamo gli occhi (non riusciamo ad immaginare cosa questa persona voglia fare).<br />
	Appena apriamo gli occhi la prima cosa che facciamo &egrave; porci davanti all&rsquo;orchidea in stato meditativo. Questo perch&eacute; come abbiamo detto la mente ha bisogno di tempo e non &egrave; ancora entrata in funzione. Nella seconda fase si attiva la mente che compara l&rsquo;orchidea a qualcosa di passato, le d&agrave; un&rsquo;etichetta, constata se &egrave; bella o brutta etc. Questa &egrave; appunto l&rsquo;attivit&agrave; mentale: paragone e giudizio.<br />
	La mente pu&ograve; essere messa da parte annullando il tempo. Nell&rsquo;istante la mente non pu&ograve; esistere e l&rsquo;azione che ne scaturir&agrave; sar&agrave; nuova e fresca. Non &egrave; detto che sia giusta o sbagliata: poich&eacute; &egrave; solo la mente che giudica. La meditazione (l&rsquo;osservazione istantanea) e l&rsquo;azione che ne deriva non possono essere classificate come buona, brutta, cattiva etc. Non possono essere giudicate.<br />
	Accadono e basta.<br />
	La mente porta alla perdita di efficienza del corpo-cervello: il continuo comparare toglie energie al corpo che &egrave; portato ad ammalarsi e al cervello che si vede deprivato di molte possibilit&agrave; proprio perch&eacute; usando il &ldquo;metodo mente&rdquo; per affrontare le cose il corpo viene castrayo, agiamo solo parzialmente senza sfruttare mai tutte le nostre possibilit&agrave;. Ci censuriamo cadendo preda di mille paure, sensi di colpa, giudizi verso il mondo e verso noi stessi. Quindi &egrave; come se rallentassimo il corpo (lo blocchiamo, non gli facciamo fare il massimo dei movimenti) e il cervello.<br />
	Meditazione e mente sono due metodi per affrontare le cose: ma l&rsquo;uomo usa sempre o quasi il secondo metodo perch&eacute; cos&igrave; gli &egrave; stato insegnato.<br />
	E&rsquo; difficile tenere a bada colui che vive senza la censura continua della mente: potrebbe ribellarsi. E&rsquo; quindi una necessit&agrave; della societ&agrave; tenere l&rsquo;uomo schiavo di paure e sensi di colpa ed &egrave; conveniente per tutti che egli segua la mente. Solo cos&igrave; pu&ograve; essere dominato e controllato.<br />
	Il metodo mente &egrave; il continuo tentativo di modificare continuamente il presente in base al passato (memoria).<br />
	Il metodo meditazione invece modifica continuamente il passato in base alla realt&agrave; presente.<br />
	La meditazione non rinnega il passato: la memoria &egrave; utile altrimenti l&rsquo;uomo sarebbe perso. Per&ograve; comprende che il presente &egrave; sempre fresco e nuovo e per agire in maniera idonea (visto che si agisce solo nel presente) bisogna costantemente modificare il passato per agire in maniera altrettanto fresca e nuova.<br />
	Al metodo meditazione non interessa che un&rsquo;azione sia &ldquo;accettabile&rdquo;, ma che sia nuova.<br />
	Il metodo mente invece concepisce possibili solo azioni &ldquo;accettabili&rdquo;.<br />
	Le azioni quindi sono accettabili, ma non idonee: perch&eacute; si basano su eventi passati non pi&ugrave; esistenti o addirittura immaginari in base a sapere preso in prestito da qualcun altro.<br />
	L&rsquo;omicidio &egrave; una delle massime espressioni del metodo mente: l&rsquo;accumulo di frustrazioni, sensi di colpa, paure, visione distorta della realt&agrave; presente, esperienze passate portano ad un&rsquo;azione limite. Incontrollabile. Figlia di un cervello ormai logoro, al tracollo, deprivato da qualsiasi energia.<br />
	La mente d&agrave; quindi vita ad azioni vecchie, ripetitive (karma). Cerca di anticipare gli eventi, cerca di non farsi cogliere &ldquo;impreparata&rdquo;, ha paura delle sorprese poich&eacute; tutto ci&ograve; che &egrave; ignoto &ldquo;potrebbe essere&rdquo; pericoloso.<br />
	Vuole sapere tutto, calcolare tutto, per creare un presente tranquillo e un futuro prevedibile.<br />
	Ecco perch&eacute; si dice che la mente &egrave; illusoria: parte da prospettive errate, illusorie.<br />
	Nonostante comunque la mente non ami le sorprese, paradossalmente si annoia se non accade nulla di nuovo perch&eacute; la mente esiste solo se pu&ograve; comparare (e modificare) il presente in base alle esperienze passate (o acquisite tramite il sapere).<br />
	Quando c&rsquo;&egrave; qualcosa che &ldquo;annoia&rdquo; si tende a rimandare &ldquo;a domani&rdquo;.<br />
	Se c&rsquo;&egrave; qualcosa di nuovo, diverso, la mente comincia a lavorare, non si annoia. Ecco perch&eacute; a volte il tempo passa velocemente, altre volte sembra non passare mai. Dipende dall&rsquo;attivit&agrave; mentale. La stessa sensazione della &ldquo;mancanza di tempo&rdquo; porta ad ulteriori frustrazioni e sensi di colpa.<br />
	In questo senso si dice che il tempo &ldquo;&egrave; relativo&rdquo;.<br />
	L&rsquo;attivit&agrave; mentale continua anche durante il sonno: anche nei sogni la mente continua ad agire.<br />
	Alla fine non ci si accorge pi&ugrave; che la mente &egrave; solo un metodo per affrontare le cose: alla fine ci si identifica in questo metodo.<br />
	Infine, dunque, la mente non &egrave; pi&ugrave; un metodo, ma l&rsquo;uomo crede sia la vita stessa.<br />
	Non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; differenza fra il metodo mente e la vita. Non ci si accorge cos&igrave; pi&ugrave; di nulla, si diventa automi. Si diventa schiavi delle memorizzazioni ed in base ad esse si cerca di vivere.<br />
	Ci si imbottisce di TV, farmaci, pensieri, sapere: per cercare di dimenticare la vita o meglio, per tentare di dimenticare e mettere a tacere la mente che come un vampiro continua inesorabilmente ad assorbire ogni tipo di energia dal corpo e dal cervello.</span></span></p>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 16:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>privateoutrage</dc:creator>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinque Un fiocco di polline sta sfidando la gravit&#224; Azzurro, arancio, ruggine Una rete verde scompone il cielo in tasselli asimmetrici La mano rincorre gli occhi Il vento non conosce il riposo del corpo Il collo &#232; piegato a sinistra &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/24508190/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: 12px;"><strong>Cinque</strong></p>
<p>Un fiocco di polline sta sfidando la gravit&agrave;<br />
Azzurro, arancio, ruggine<br />
Una rete verde scompone il cielo in tasselli asimmetrici</p>
<p>La mano rincorre gli occhi<br />
Il vento non conosce il riposo del corpo</p>
<p>Il collo &egrave; piegato a sinistra<br />
I piedi accavallati</p>
<p>Luce rossa</p>
<p>Qual &egrave; la differenza fra correre e fuggire?<br />
Posso sfiorare i tetti con un dito</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 13:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>privateoutrage</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Esserci Mi sono fermato Respiro Desiderio Silenzio &#160; La notte ha avvolto il mio corpo &#160; C&#8217;ero anche io Dentro Osservavo &#160; C&#8217;&#232; tanta voglia di giocare, di nascondersi. Ci sono streghe, lupi e un desiderio di fuggire, lontano. Bisogno &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/23805496/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">
	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: times new roman, times, serif"><strong>Esserci</strong></span></span></p>
<p>	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: times new roman, times, serif">Mi sono fermato</span></span></p>
<p style="text-align: justify">
	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: times new roman, times, serif">Respiro<br />
	Desiderio<br />
	Silenzio<br />
	&nbsp;<br />
	La notte ha avvolto il mio corpo<br />
	&nbsp;<br />
	C&rsquo;ero anche io<br />
	Dentro<br />
	Osservavo<br />
	&nbsp;<br />
	C&rsquo;&egrave; tanta voglia di giocare, di nascondersi. Ci sono streghe, lupi e un desiderio di fuggire, lontano. Bisogno di calore. Un calore umano che il corpo presto dimentica. Un calore che &egrave; speranza e che si cerca di raggiungere a qualsiasi costo, ma che spesso l&rsquo;illusione di essere adulti vieta.<br />
	Vedo bambini attorno a me. Che vogliono giocare, che aspettano e pretendono quell&rsquo;amore che il loro ruolo gli vieta.<br />
	Si parla di adulti: io non ne ho mai conosciuti&hellip; Dove sono? Dove abitano? Chi per primo ha usato questa parola?<br />
	Crescere&hellip; Cosa significa? Lavorare forse? Ma &egrave; solo lo stesso gioco: prima monete di plastica, poi monete di metallo. Ma il gioco &egrave; lo stesso. O forse &egrave; diverso, ma &egrave; pur sempre un gioco.<br />
	Videogames di guerra&hellip; o guerra reale? Morti virtuali o morti autentici?<br />
	Giochi.<br />
	E la stessa voglia di protezione. Di calore.<br />
	Ma ora sei adulto: e non puoi&hellip; Ora sei una persona seria.<br />
	Illusioni.<br />
	Il bambino &egrave; l&agrave;. Gioca e pretende attenzioni. Vorrebbe nascondersi, spera che arrivi presto la luce del giorno affinch&eacute; il mostro dell&rsquo;armadio scompaia.<br />
	Crescere: forse solo diventare pi&ugrave; cinici. Forse solo essere pi&ugrave; illusi: illusi di non essere pi&ugrave; bambini.<br />
	Il corpo cresce, invecchia&#8230; Ma il bambino &egrave; sempre l&agrave;: il bambino non &egrave; soggetto al tempo. Il bambino &egrave; uno stato perenne.<br />
	Il bambino &egrave; l&rsquo;essere umano.<br />
	L&rsquo;uomo nasce bambino e tenta in ogni modo di diventare &ldquo;adulto&rdquo;: si copre di maschere, etichette. E il tempo lo illude: il corpo cresce, ma il bambino &egrave; eterno. Rimane.<br />
	Il bambino &egrave; l&agrave;: dentro. Tenta di superare gli inganni del tempo, tenta di sopravvivere attingendo a qualche parola gentile, a qualche forma di protezione che ancora gli arriva da qualche buco di quel corpo ormai incatenato all&rsquo;idea.<br />
	L&rsquo;idea.<br />
	L&rsquo;idea, l&rsquo;ideale. Roba per cui morire. Roba per cui uccidere.<br />
	Solo giochi della mente: l&rsquo;idea della verit&agrave; che ci spinge a umiliare il prossimo o ad amarlo, a seconda che collimi o meno con il nostro vissuto e con le nostre paure.<br />
	Bambini.<br />
	Oggi vedo bambini intorno a me: tutti pronti a giocare, tutti pronti ad elemosinare una carezza o un abbraccio. Ma tutti pronti a giurare di essere cresciuti.<br />
	Crescere.<br />
	Tutti questi bambini &ldquo;cresciuti&rdquo;: sono buffi, a volte assurdi. Usano armi vere per uccidere altri loro simili. Il tempo dei giochi, dicono, &egrave; lontano.<br />
	Usano monete vere per comprare le loro illusioni.<br />
	Illusioni: comprano l&rsquo;aldil&agrave; perch&eacute; non sopportano l&rsquo;aldiqu&agrave;. Sperano di tornare a giocare. E sostengono che questa speranza sia &ldquo;adulta&rdquo;&hellip; Sono proprio assurdi&hellip;<br />
	Qualcuno li ha allontanati con violenza dal paradiso terrestre: vogliono ritornarci. Qualcuno li ha illusi: gli ha detto che erano cresciuti e che l&rsquo;infanzia non era pi&ugrave; posto dove vivere: che dovevano andare via da casa.<br />
	&ldquo;Sono le regole&rdquo;: hanno detto&hellip; Le regole sociali e culturali, imposte da altri bambini violentati a loro volta da altri bambini e cos&igrave; via fino all&rsquo;inizio dei tempi quando qualcuno decise di creare un conflitto fra corpo bambino e corpo adulto.<br />
	Ma il bambino &egrave; sempre l&agrave;. Fa finta di essere cresciuto: usa monete vere per vestirsi &ldquo;da grande&rdquo;, usa le armi e non pi&ugrave; i videogames, si diverte a controllare altri bambini o a governare intere popolazioni. Ha preso la patente e guida una vera macchina.<br />
	Beve veri alcolici&nbsp; per dimenticare di essere ancora un bambino. Gioca a guardia e ladri&hellip;<br />
	Si arrabbia se le cose non vanno come dice lui. Si arrabbia con chi lo illude. Si arrabbia con se stesso. Perch&eacute; si crede diverso. Diverso da prima.<br />
	E da vecchio rimpiange la giovinezza e spera in un nuovo paradiso terrestre. Dal quale verr&agrave; cacciato nuovamente e cos&igrave; in eterno.<br />
	La vita &egrave; breve, i giudizi sono tanti. Ma non sono mai reali.<br />
	Sono solo giudizi: parole o pensieri derivati da piccole e mediocri esperienze e conoscenze accumulate in pochi anni di &ldquo;vita&rdquo;.<br />
	Vita! Una vita passata a rincorrere illusioni. A nascondersi. A giocare &ldquo;a vivere&rdquo; o a fare la guerra&hellip;<br />
	Il giudizio limita.<br />
	Il giudizio limita chi giudica e chi viene giudicato.<br />
	Limita la libert&agrave;.<br />
	Il giudizio &egrave; sempre falso. Basato su verit&agrave; personali la maggiori parte delle quali non sperimentate personalmente e, anche se sperimentate, inutili, poich&eacute; la verit&agrave; personale non &egrave; applicabile all&rsquo;esterno.<br />
	Non esistono verit&agrave; assolute e quindi&hellip; perch&eacute; discuterne? Perch&eacute; uccidere, umiliare e sottomettere uomini, animali, piante e minerali in nome di qualcosa che non esiste?<br />
	Il tuo presente &egrave; frutto di infinite azioni passate tue e di chi, prima di te, ha contribuito a ci&ograve; che sta accadendo. Tentare di rimediare &egrave; ridicolo: prima di tutto perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; nulla di sbagliato e secondo perch&eacute; il passato non esiste pi&ugrave;. C&rsquo;&egrave; solo il suo frutto, il presente, che &egrave; gi&agrave; diventato seme per la prossima mossa.<br />
	Il presente &egrave; cos&igrave; fragile&hellip; E&rsquo; come un profumo che subito scompare. E subito ne riappare un altro.<br />
	Come un petalo che ha vita breve: il passato non esiste pi&ugrave;, il presente &egrave; gi&agrave; passato. E&rsquo; come il fiume che scorre incessantemente.<br />
	Un profumo che &egrave; gi&agrave; entrato a far parte della memoria.<br />
	Non puoi coglierlo, non puoi farlo tuo. E&rsquo; come il ghiaccio che appena lo prendi diventa acqua&hellip;<br />
	Il presente &egrave; un istante.<br />
	La vita &egrave; un insieme di istanti.<br />
	Ma l&rsquo;uomo non li vede: tende a raggruppare gli istanti passati nell&rsquo;album dei ricordi che sfoglia in preda alla disperazione, colto da rimpianti e colpe di azioni che ha commesso solo nella sua immaginazione.<br />
	Il passato &egrave; immaginario.<br />
	E&rsquo; pura fantasia.<br />
	Esiste solo perch&eacute; il cervello ha una funzione che si chiama memoria: una funzione necessaria e vitale. Ogni funzione del corpo &egrave; necessaria, ma solo se usata nel modo giusto.<br />
	Il corpo &egrave; posseduto dai pensieri, dalle idee, dalle paure, dalle aspirazioni&hellip; E&rsquo; insomma posseduto dal passato e dal futuro. Ogni azione, ogni singolo gesto deriva dall&rsquo;incontro del passato (che &egrave; morto) col futuro (che non esiste).<br />
	L&rsquo;uomo vive in quest&rsquo;incubo o, se vi fa star meglio, in questo sogno. Sono solo parole.<br />
	Non riesce a cogliere il presente&hellip; Vorrebbe farlo suo.<br />
	Ma nulla ci appartiene.<br />
	Nemmeno questo corpo soggetto al tempo. Nemmeno questi pensieri e queste idee soggette alla cultura e al luogo in cui viviamo.<br />
	Si lotta per cambiare qualcosa, per cambiare se stessi o per cambiare gli altri. Ma non abbiamo alcun potere.<br />
	Tutto muta incessantemente senza il nostro ausilio. E&rsquo; una speranza, un desiderio: il controllo.<br />
	Addirittura parliamo di azioni &ldquo;innaturali&rdquo;: come se un uomo fosse capace di compiere azioni &ldquo;al di fuori della sua stessa natura&rdquo;. Alcuni dicono che gli omosessuali agiscano contro natura perch&eacute; il fine ultimo &egrave; la riproduzione.<br />
	Illusioni! Speranze!<br />
	Il fine ultimo&hellip; Ci vantiamo di conoscere il fine ultimo! Di sapere il perch&eacute; di ci&ograve; che ci sta accadendo.<br />
	Ma il presente deriva da azioni che si perpetuano da milioni di anni, forse da infiniti anni&hellip; trovare il capo della matassa &egrave; impossibile e dimostrare di averlo trovato &egrave; semplicemente ridicolo!<br />
	C&rsquo;&egrave; la paura di morire, della fine eterna. Una paura che supera qualsiasi immaginazione: si &egrave; pronti a soffrire pur di non smettere di esistere.<br />
	Si &egrave; pronti a subire le pi&ugrave; atroci torture: stupri, violenze&hellip; ma almeno questo ci fa sentire &ldquo;esistenti&rdquo;. Si &egrave; disposti ad andare all&rsquo;inferno: meglio quello che scomparire per sempre dall&rsquo;esistenza.<br />
	E ci si tormenta, si rimane nella stessa situazione, ci si aggrappa a un certo tipo di esistenza perch&eacute; &egrave; l&rsquo;unica cosa che conosciamo&hellip; Perch&eacute; alla fine, cosa &egrave; la paura della morte se non la paura dell&rsquo;ignoto?<br />
	Siamo disposti a soffrire nel nostro habitat, pur di non avventurarci in habitat sconosciuti: l&rsquo;ignoto, la morte.<br />
	Ma in ogni istante moriamo. Ogni volta che il presente passa, moriamo. E rinasciamo nell&rsquo;istante successivo.<br />
	La morte &egrave; l&rsquo;ennesima illusione di chi vive nel passato. Di chi vive nella memoria e nei rimpianti, nelle idee e nei sensi di colpa.<br />
	Moriamo ad ogni istante eppure ci illudiamo che non sia cos&igrave;: giochiamo fra passato e futuro, timorosi dell&rsquo;ignoto.<br />
	Ma l&rsquo;ignoto &egrave; gi&agrave; qui.<br />
	Siamo gi&agrave; morti e siamo gi&agrave; rinati. Siamo immersi nel mistero.<br />
	Notte e giorno si susseguono senza tregua. Nessun punto di appoggio, nessuna consolazione eterna. Il mutamento incessante.<br />
	Stiamo qui a reprimere la vita, ignari che non &egrave; possibile reprimere alcunch&eacute;.<br />
	Siamo gi&agrave; ci&ograve; che siamo. Nulla a cui aspirare.<br />
	L&rsquo;osservare questo istante eterno&hellip; questa vita, successione eterna di istanti. Istanti sempre nuovi e freschi.<br />
	Come i petali del fiore pi&ugrave; profumato che muore ad ogni secondo.<br />
	Una serie infinita di eventi apparentemente senza senso perch&eacute; apparentemente senza senso &egrave; il passato dell&rsquo;uomo, vittima di idee che ha eletto a Verit&agrave;!<br />
	Ma non c&rsquo;&egrave; alcuna Verit&agrave;&hellip; solo esperienze e ricordi. Solo libri dentro cui qualcuno ha scritto la sua storia che non ha alcun senso, perch&eacute; ogni storia trova il senso in s&eacute; e non all&rsquo;esterno.<br />
	C&rsquo;&egrave; solo questo istante: che &egrave; gi&agrave; passato ed ha lasciato il posto a questo nuovo istante. Come quei flash nelle discoteche che sono velocissimi&hellip; Ogni battito di luce ha gi&agrave; lasciato il posto a battiti successivi.<br />
	Iper-veloce come la vita e il tempo.<br />
	Ieri eri un bambino, oggi non pi&ugrave; eppure sembrano passati pochi secondi. Ti sei perso qualche battito di luce, qualche flash. Mentre eri intento a rincorrere quelli gi&agrave; passati o quelli che ancora sarebbero dovuti arrivare. E che a volte non sono mai arrivati.<br />
	Il fiume scorreva impetuoso&hellip; hai cercato di tutto per fermarlo.<br />
	Hai provato.<br />
	Hai costruito dighe, ti sei sporcato le mani e la faccia di fango.<br />
	La violenza dell&rsquo;acqua ha cancellato le tracce di sudore sulla tua fronte, ma io so che hai sudato.<br />
	I tuoi muscoli sono doloranti e finch&eacute; hai respiro&hellip; il tuo corpo &egrave; massacrato. Eppure continui a tentare di fermare ci&ograve; che la tua mente ti dice potrebbe travolgerti.<br />
	Il mistero: sei gi&agrave; morto eppure continui a lottare per evitare di morire. Non ti sei accorto che il cuore ha cessato di battere e che l&rsquo;aria ha smesso di entrare dentro di te. Sei ancora l&agrave;.<br />
	A tentare. A fare violenza al fiume o meglio, a farti violenza visto che il fiume non si &egrave; fermato nemmeno un millesimo di secondo.<br />
	E sei l&agrave;, con le tue idee. Con la tua cieca convinzione di sapere cosa sia giusto e cosa no. Di sapere dove sia la verit&agrave;. Di sapere cosa sia bene o male.<br />
	Quella mela non l&rsquo;hai mai mangiata: ti sei illuso di sapere, ma non hai mai saputo. Ti sei escluso dal paradiso terrestre in cui tenti di ritornare. E ti illudi di sapere che riaccadr&agrave;. Che vi ritornerai.<br />
	Ti illudi di aver conquistato la vita, ma sei gi&agrave; morto.<br />
	Ti illudi di poter andare contro natura: ma &egrave; impossibile perch&eacute; tu ne fai parte. Di poter andare contro Dio&hellip; ma tu sei Dio.<br />
	Dio si &egrave; addormentato.<br />
	Ed ha sognato. Chiamalo sogno se ti fa piacere.<br />
	Ha sognato di possedere la verit&agrave;: ha creato qualcosa perch&eacute; non riusciva a stare solo. Si credeva adulto, ma era sempre lo stesso bambino. Voleva un po&rsquo; di affetto, un po&rsquo; di calore.<br />
	Ma &egrave; stato deluso. Le illusioni ti deludono sempre. E ha condannato colui dal quale si aspettava di poter essere compreso e amato.<br />
	Lo ha scacciato dal suo paradiso: &egrave; rimasto solo. Perch&eacute; lui ha la verit&agrave;. E la verit&agrave; ci rende schiavi. Schiavi di un&rsquo;idea. Schiavi del &ldquo;come dovrebbe essere&rdquo;. Schiavi di una paura infantile: del mostro nell&rsquo;armadio.<br />
	Schiavi dell&rsquo;ignoto. Con la speranza che prima o poi sorga di nuovo l&rsquo;alba.<br />
	Ma l&rsquo;alba &egrave; gi&agrave; qui.<br />
	Fermati.<br />
	Il giudizio ti ha accecato.<br />
	Non ci sono cose buone o cattive, cose belle o brutte.<br />
	Non puoi fare nulla di male. Sono solo giochi. Giochi della mente che in ogni istante muore e in ogni istante rinasce.<br />
	Giochi del sogno di cui sei divenuto schiavo.<br />
	Nessuna mela, nessun uomo da controllare. Nessun uomo da giudicare o consigliare.<br />
	Solo tu&hellip; Con un grande bisogno di essere amato.<br />
	Nessuno &egrave; mai cresciuto. Nessuno ha mai smesso di chiedere amore. Forse con le parole s&igrave;: hai smesso di chiedere. Ma le parole sono come il ghiaccio&hellip; Sono come il presente che &egrave; gi&agrave; passato.<br />
	Ostinarsi a credere di essere oltre&hellip; Questa lotta assurda contro il fiume. La lotta del tuo ego che a qualsiasi costo vuole proteggere ci&ograve; che non muore mai.<br />
	Ostinarsi in questa lotta illusoria. Stai solo dormendo.<br />
	E non ti rendi conto di avere gi&agrave; perso.<br />
	Io ti perdono: perch&eacute; non sai quello che fai. Perch&eacute; non sai.<br />
	Il perdono non &egrave; un atto di superiorit&agrave;: &egrave; un atto di resa. Perdona solo colui che sa arrendersi all&rsquo;evidenza. Solo colui che riesce a capire l&rsquo;inutilit&agrave; delle differenze.<br />
	Solo colui che scopre l&rsquo;illusione.<br />
	Non c&rsquo;&egrave; una verit&agrave;&hellip; Forse puoi parlare di morale, ma veramente ti interessa? Qualcosa di capriccioso come il vento. Che muta incessantemente nel tempo e nei luoghi.<br />
	Fermati.<br />
	E osserva.<br />
	Osserva la violenza, la morte, le speranze, le ideologie. Osserva gli attimi di felicit&agrave; e di noia. Osserva il dolore che sembra eterno. Osserva la paura dell&rsquo;ignoto.<br />
	Osserva. Ignori completamente cosa sta accadendo. La tua miopia non ti fa scorgere nulla al di l&agrave; del tuo naso: ma non c&rsquo;&egrave; nulla di sbagliato. E&rsquo; una miopia costituzionale. Congenita.<br />
	Il giudizio cade, cos&igrave; come il passato e tutto ci&ograve; che a lui &egrave; correlato.<br />
	Perch&eacute; &egrave; qualcosa di troppo grande. E tu non puoi controllarlo.<br />
	Essere Dio non significa controllare.<br />
	Essere Dio significa osservare.<br />
	Non hai alcun potere&hellip; ma hai un dono: l&rsquo;osservazione. La consapevolezza: chiudere gli occhi e riuscire a sentire il respiro del mondo. Il respiro del silenzio che abita nell&rsquo;universo.<br />
	E mai nessuno ti ha tradito&hellip; Stai solo dormendo.<br />
	Non c&rsquo;&egrave; bisogno di una croce, non c&rsquo;&egrave; bisogno di morire per porre fine alla morte. Morte e vita convivono nello stesso istante. Non c&rsquo;&egrave; bisogno di costruire dighe.<br />
	Il fiume scorre, impetuoso.<br />
	E tu sulla riva&hellip; chiudi gli occhi. I segni sul tuo corpo sono scomparsi. Nessuno ha piantato chiodi nelle tue mani, nessuno ha scalfito il tuo costato.<br />
	Ora sei sulla riva.<br />
	Lo senti. Senti il rumore dell&rsquo;acqua che sbatte sulle foglie degli alberi che tentano di bere.<br />
	Il sole sta asciugando i tuoi capelli. Il fango sta abbandonando il tuo volto e la tua pelle ricomincia a respirare.<br />
	Avvicina il pollice all&rsquo;indice. Fallo ti prego. Lascia che i polpastrelli si sfiorino. Leggermente: ecco, quella &egrave; la vita. Hai speso migliaia di anni per comprendere cosa fosse&hellip; era solo lo sfiorarsi leggero dei tuoi polpastrelli. Nulla di pi&ugrave;.<br />
	Di cosa hai paura? Sei gi&agrave; morto infinite volte&hellip; Non c&rsquo;&egrave; niente da fare. Se apri gli occhi vedrai il fiume.<br />
	Lo stesso che hai tentato di fermare da quando esiste il mondo.<br />
	E&rsquo; ancora l&agrave;. E non si &egrave; fermato: ed &egrave; questa la vita! Acqua che scorre, rumore di alberi, vento&hellip;<br />
	E tu, seduto l&agrave;, senza poter fare nulla. Perch&eacute; non puoi fare niente. E&rsquo; congenito.<br />
	Puoi solo limitarti a non modificare niente. Non puoi fare altrimenti.<br />
	Osservare &egrave; congenito: &egrave; l&rsquo;unica cosa che puoi fare. Ma in realt&agrave; non puoi fare nemmeno quello.<br />
	L&rsquo;osservazione accade e tu non puoi fare niente.<br />
	Non sei nemmemo un osservatore: l&rsquo;osservazione accade. Sei l&rsquo;osservazione. Ma forse non sei nemmeno quello. Non sei.<br />
	E questo non essere &egrave; pace.<br />
	Sei un fiume in piena, sei un albero&hellip; Sei una nuvola o una pietra. Sei l&rsquo;acqua che ti bagna la faccia: dov&rsquo;&egrave; la differenza? Sei la vita e sei la morte.<br />
	L&rsquo;inspirazione e l&rsquo;espirazione.<br />
	Sei l&rsquo;arte che colora l&rsquo;esistenza, sei necessario e sei inutile.<br />
	Sei libero.<br />
	Ma non libero di fare qualcosa o di non fare qualcosa.<br />
	Libero.<br />
	E se osservi, capirai cosa intendo. Perch&eacute; &egrave; una cosa naturale. Ma la devi sperimentare&hellip; e l&rsquo;hai gi&agrave; sperimentata perch&eacute; sei tu.<br />
	Le parole si fermano qui, ora ci sei tu</span></span></p>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 12:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>privateoutrage</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ascolto]]></category>

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		<description><![CDATA[Conseguenze &#160; Si potrebbe riassumere in poche parole. Nessuna libert&#224;, solo il susseguirsi veloce di eventi che portano l&#8217;uomo alla scelta ultima. In ogni istante egli agisce, in ogni istante egli sceglie. Una scelta che modifica gli eventi&#8230; Quando nasce, &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/23767032/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<strong><span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Conseguenze</span></span></strong><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Si potrebbe riassumere in poche parole.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Nessuna libert&agrave;, solo il susseguirsi veloce di eventi che portano l&rsquo;uomo alla scelta ultima. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In ogni istante egli agisce, in ogni istante egli sceglie.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Una scelta che modifica gli eventi&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Quando nasce, l&rsquo;uomo &egrave; gi&agrave; il risultato di un susseguirsi di eventi: l&rsquo;atto sessuale, l&rsquo;ambiente in cui si sviluppa l&rsquo;embrione e successivamente il feto, la nascita. E l&rsquo;atto sessuale deriva a sua volta da eventi precedenti&hellip; Pu&ograve; essere voluto o non voluto, ma non &egrave; questo ci&ograve; che conta.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">L&rsquo;uomo arriva ad un certo punto per un susseguirsi di eventi: &egrave; come se una serie di circostanze spingessero una biglia al limite di una burrone. Poi basta un soffio di vento.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Certo l&rsquo;uomo non &egrave; una biglia&hellip; Si dice abbia una volont&agrave; propria: ma se fossero gli eventi a spingerlo e lui non decidesse alcunch&eacute;? </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Forse la volont&agrave; non c&rsquo;&egrave;&hellip; C&rsquo;&egrave; solo la consapevolezza che tenta di spiegare gli eventi come atti di volont&agrave;&hellip; Per paura&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Paura di non essere altro che biglie, spinte da forze sconosciute, verso un burrone. Forze sconosciute e casuali.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Nessuna libert&agrave;: nati da un atto non libero perch&eacute; condizionato da paure, pensieri, idee, passato, illusioni, delusioni e sogni. Un atto sessuale solo apparentemente deciso. Ma in realt&agrave; condizionato.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Nasciamo in un mondo che subito comincia a condizionarci e ci ritroviamo a cinquant&rsquo;anni con lo stesso carattere del genitore che abbiamo contestato, con gli stessi comportamenti della parte politica contro cui abbiamo lottato. E&rsquo; accaduto.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Lo chiamano crescere.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Crescere: quando sei cos&igrave; pieno di maschere e di etichette&hellip; ti senti pesante&hellip; non riesci a camminare&hellip; osservi il passato con nostalgia e i sogni stanno per cedere il posto ai rimpianti.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E non sai pi&ugrave; chi sei: non sei pi&ugrave; un individuo. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Sei la tua condizione sociale: nulla di pi&ugrave;. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Si potrebbe riassumere in poche parole: nasciamo da un atto non libero e, gi&agrave; condizionati, ci prepariamo ad affrontare il mondo dove ogni evento ci condizioner&agrave; ulteriormente. Ed ogni azione deriver&agrave; da un condizionamento specifico o generico. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">L&rsquo;uomo si trova costantemente davanti ad una scelta: deve scegliere. Ogni scelta &egrave; un&rsquo;azione non libera. La scelta deriva dal condizionamento: eventi passati, cultura, luogo e tempo, aspettative.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ed ogni nuova azione modificher&agrave; gli eventi. Gli eventi successivi saranno in parte condizionati da questa scelta.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Una grande responsabilit&agrave;&hellip; O forse nessuna responsabilit&agrave;: poich&eacute; non c&rsquo;&egrave; libert&agrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E la volont&agrave; diventa solo un nome con cui etichettiamo le cause di azioni che non vorremmo relegare al caso. Forse il caso non esiste. Gli eventi sono fra loro cos&igrave; intrecciati che non puoi parlare di caso. Ogni azione, ogni evento &egrave; legata strettamente all&rsquo;azione precedente.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma in generale, visto che l&rsquo;uomo non pu&ograve; controllare nulla, possiamo anche parlare di caso.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il caso: cio&egrave; qualcosa che esiste e di cui non riusciamo a spiegare il funzionamento. Un agglomerato di eventi cos&igrave; fitti che la trama &egrave; persa inesorabilmente.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In questo c&rsquo;&egrave; l&rsquo;uomo. Un fenomeno che sfugge ad ogni definizione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Un fenomeno creato dalla sua storia e che agisce in funzione di essa. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ogni atto, ogni respiro, ogni cenno di mano&hellip; Definito. Perfetto. Risultato di anni di evoluzione (o involuzione a seconda di come la si voglia vedere).</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Qui seduto, le mie mani si muovono sulla tastiera. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Idee, paure, illusioni, speranze.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il movimento della testa &egrave; il risultato di azioni muscolari definite geneticamente e derivate da esperienze passate.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ogni atto.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ogni azione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Predefinita. Perfettamente calibrata.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Un bambino estrae &ldquo;a caso&rdquo; alcune palline da un&#39; urna. Comunica alcuni numeri. C&rsquo;&egrave; chi vince e c&rsquo;&egrave; chi perde. Ma non &egrave; un caso. Le azioni, i movimenti della mano. L&rsquo;urna. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Tutto predefinito.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il chiromante vede nella tua mano cosa ti accadr&agrave;: le linee parlano chiaro. Basta inserire un po&rsquo; di dati in un computer. E scoprirai quale sar&agrave; l&rsquo;azione che la tua gamba compir&agrave; fra dieci o venti anni ad minuto stabilito.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">L&rsquo;azione precisa.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Poi l&rsquo;uomo d&agrave; il senso. Per non cadere preda della disperazione. Dice che qualcosa &egrave; accaduto perch&eacute;&hellip; vorrebbe darsi il senso. E giudica.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Giudichiamo le azioni degli altri: condanniamo coloro che commettono azioni che consideriamo &ldquo;immorali&rdquo;. Immorali perch&eacute; le temiamo! E siamo sicuri che noi non commetteremo mai tali azioni. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Sicuri.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Siete sicuri?</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">C&rsquo;&egrave; qualcuno che disse &ldquo;non giudicate&rdquo;, ma le sue parole erano basate su qualcosa che implica il giudizio: ovvero la libert&agrave;. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Siccome c&rsquo;&egrave; la libera scelta allora ci permettiamo di condannare le azioni di chi ci sta accanto, convinti che quell&rsquo;atto poteva essere controllato da chi lo aveva commesso.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma se uno ti dicesse che ogni cosa, pensiero, azione &egrave; inevitabile? Qualcuno ha azionato una macchina e da allora tutto va di conseguenza.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In oriente lo chiamano karma. I fisici occidentali lo chiamano legge di azione e reazione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Un atto iniziale e, dopo, solo reazione.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Questo secondo la logica del tempo lineare: se invece consideriamo il tempo circolare non c&rsquo;&egrave; nemmeno un atto iniziale. Tutto &egrave; sempre stato cos&igrave;. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma per la nostra mente occidentale che vede il sole nascere al mattino e morire alla sera &egrave; pi&ugrave; facile considerare il tempo lineare: inizio, svolgimento, fine. Mattina, pomeriggio, notte. Nascita, vita, morte.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Per altri non &egrave; cos&igrave;: mattina, pomeriggio, notte, mattina, pomeriggio e cos&igrave; via. A cui si pu&ograve; aggiungere: nascita, vita, morte, nascita, vita e cos&igrave; via. All&rsquo;infinito.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Un eterno ritorno dell&rsquo;uguale. Senza tregua.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Un atto di volont&agrave; pu&ograve; farti uscire dalla ruota del karma? Ma se la volont&agrave; non &egrave; libera e deriva essa stessa dal passato&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Si potrebbe dire che, per caso, si esce dalla ruota. O meglio le azioni passate portano ad un punto in cui esci. Ma non dipende da te.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ecco perch&eacute; alcuni hanno detto che accade per la Grazia Divina. Un atto generoso di Dio indipendente dal volere umano che non pu&ograve; assolutamente nulla.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Altri sostengono che sia impossibile uscire dalla ruota.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma siamo qui.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E in qualche modo seguiamo il flusso.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Abbiamo qualcosa che ci spinge a interrogarci su certi temi, su certe cose. E credo che il fatto di interrogarsi su nuove possibilit&agrave;, anche se questi quesiti sono condizionati dalla nostra storia, voglia dire qualcosa.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Questa ricerca che mi spinge a scrivere forse ha un senso. Un senso derivato dal passato e che mi spinge verso qualcosa di ignoto. Dovrei conoscere un chiromante o avere un buon computer per capire dove sar&ograve; fra dieci anni e quali movimenti far&agrave; la mia mano o il mio polmone in un determinato minuto del 2020. O forse non ci saranno pi&ugrave; movimenti&hellip; Semplicemente.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Qualcuno di sicuro lo sapr&agrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Io credo di avere un modo per riuscire a sfuggire dalla ruota. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Il solito modo&hellip; l&rsquo;osservazione. Forse &egrave; il solito inutile modo per non cadere preda della paura del non-senso. La solita illusione di libert&agrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma se veramente libert&agrave; non c&rsquo;&egrave;, mi posso solo limitare ad osservare ci&ograve; che accade. E questa osservazione &egrave; libera: o meglio, accade. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La libert&agrave; non c&rsquo;entra nulla. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; come una radio che riesce a captare le varie stazioni emittenti: &egrave; libera di farlo? Diciamo piuttosto che &egrave; stata progettata per farlo. E finch&eacute; funziona continuer&agrave; a farlo.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">L&rsquo;osservazione &egrave; una propriet&agrave; dell&rsquo;uomo. Osservazione nel senso di consapevolezza: cio&egrave; riuscire a sentire. Riuscire a sentire i pensieri, i respiri, i movimenti. Riuscire a sentire la vita come energia interiore.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Un senso interno: oltre ai cinque sensi classici, un sesto senso che osserva la vita dall&rsquo;interno.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Un senso che riassume in s&eacute; i cinque sensi&hellip; Una sorta di spiritualizzazione dei sensi che alcuni chiamano anima.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Un senso completo. Che vede senza occhi; sente senza orecchie n&eacute; mani; percepisce le cose senza una lingua o un naso. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Abita nell&rsquo;istante perch&eacute; &egrave; fuori dal tempo. Ricorda senza essere vittima del passato. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ed &egrave; sempre l&agrave;. E&rsquo; sempre stata l&agrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Nonostante il dolore, la gioia, la vita e la morte. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Se tutto muta incessantemente&hellip; preda degli eventi e del tempo&hellip; questo senso non muta.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Se chiudi gli occhi puoi sentire il respiro, percepire la vita senza gli usuali sensi. Come fai durante i sogni: ad occhi chiusi riesci a vedere paesaggi incantevoli o terrorizzanti.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Questo senso (o sarebbe meglio dire questo &ldquo;sentire&rdquo;) non muta. Sono sicuro che 5000 anni fa, se un uomo avesse chiuso gli occhi avrebbe percepito la stessa cosa che percepisco ora io ad occhi chiusi. Ecco perch&eacute; dico che non muta.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Non &egrave; la mente: la mente giudica, porta paura, porta beatitudine&hellip; Il sentire non porta nulla, non giudica. Osserva. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E&rsquo; il sentire del silenzio: senti un silenzio che non &egrave; l&rsquo;assenza di suoni o rumori, ma &egrave; la potenzialit&agrave;. E&rsquo; leggerezza. E&rsquo; lentezza. E&rsquo; immobilit&agrave;. E&rsquo; sospensione. E&rsquo;&hellip; indefinibile a parole.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Forse semplicemente non &egrave;. Non &egrave; nulla che la mente possa conoscere. Non pu&ograve; essere conosciuto.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">In oriente lo chiamano terzo occhio come per sottolineare che &egrave; qualcosa in pi&ugrave;. In pi&ugrave; rispetto alla &ldquo;normale&rdquo; percezione. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Alcuni dicono sia Dio: si apre quando i condizionamenti cadono, quando la mente si chiude&hellip; Per esempio in particolari episodi catastrofici, nei lutti, nell&rsquo;estasi, durante particolari pratiche, nella morte&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ci sono coloro che, dichiarati clinicamente morti, raccontano di aver visto in quei minuti qualcosa che non pu&ograve; essere raccontato. Altri si vedevano fluttuare fuori dal corpo. Altri vedevano una luce.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Dio che ritorna in se stesso dopo l&rsquo;avventura umana. Libero dai condizionamenti e dalla mente si riconnette all&rsquo;increato.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Osservare.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Sentire.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">La mente non pu&ograve; osservare: pu&ograve; solo giudicare. Pu&ograve; vedere il bianco solo perch&eacute; c&rsquo;&egrave; il nero, la ricchezza perch&eacute; esiste la povert&agrave; e la salute perch&eacute; c&rsquo;&egrave; anche la malattia. Giudica: cio&egrave; separa. Il bene dal male, la tristezza dalla gioia e il giovane dal vecchio.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma &ldquo;il sentire&rdquo; non pu&ograve;. Osserva senza giudizio: forse chi disse &ldquo;non giudicare&rdquo; non stava imponendo nulla a nessuno, ma si riferiva ad una situazione di fatto. A questo senso. Che non sa giudicare, non sa distinguere.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ed &egrave; per questo che ci&ograve; che vede &egrave; il silenzio. Un silenzio inspiegabile. Indistinguibile. Non &egrave; libero da suoni o parole, ma &egrave; silenzioso a prescindere dal rumore.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Vede qualcosa che &egrave; sempre stato: fuori dal tempo e dalla gravit&agrave;.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Come un respiro&hellip; anzi no. Come un sospiro leggero. Impalpabile. Che non ha alcun gusto o profumo eppure ha qualcosa di magico. Come tornare a casa.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Come Dio che, alla fine della sua giornata lavorativa, torna a casa. Nella sua casa. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E osservando dalla finestra rivede il suo campo di girasoli che per un attimo aveva dimenticato. Perch&eacute; a lavorarci in mezzo non ci fai caso, ma quando al tramonto torni a casa e ti metti sulla veranda a masticare la tua liquirizia accanto alla persona che ami&hellip; Ricordi tutto.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E questo vento che ti tocca la pelle, come un sospiro&hellip; Magico. Il sole che manda i suoi colori sui monti e sui fiori&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">E Dio ricorda.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Si rilassa sulla sua amaca, abbracciato alla sua donna.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Immerso in quei colori: e non riesce a giudicare, sa solo osservare. Il tempo se ne &egrave; andato.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Poi si addormenter&agrave; e, di nuovo, dimenticher&agrave; tutto. Si ritrover&agrave; ad essere condizionato dal karma, dalle idee, dalle paure, dal caos e dal caso. </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ma se si fermasse, un attimo, allora potrebbe ricordare.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Potrebbe.</span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">A volte il dolore &egrave; cos&igrave; intenso che la memoria fa fatica a tornare. La si scambia per illusione. Ma la vera illusione sta nel dolore e la realt&agrave; sta in una casa che si affaccia su un immenso campo pieno di girasoli cos&igrave; colorato da far invidia al cielo&hellip; </span></span><br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">A volte bisognerebbe fermarsi. Basterebbe quello.</span></span><br />
	&nbsp;<br />
	<span style="font-family: high tower text,serif;"><span style="font-size: 12pt;">Ho trascorso tutta la mia vita a tentare di fermare il fiume, ma il fiume continuava a scorrere. Adesso mi sono fermato sulla riva. Guardo il fiume. E il fiume continua a scorrere. Che stupenda visione!</span></span></p>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 01:42:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Perfetto Tutto qui. Il silenzio &#232; perfetto. La luna &#232; alta. Sento il fruscio fra i pini&#8230; Un po&#8217; pi&#249; in l&#224;&#8230; Qualcuno. Le palpebre si sono chiuse mentre pensavo ai tuoi occhi. La neve cade, senza alcun senso. Il &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/23713914/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-size: 12px;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><strong>Perfetto</strong></p>
<p>	Tutto qui.<br />
	Il silenzio &egrave; perfetto.<br />
	La luna &egrave; alta.<br />
	Sento il fruscio fra i pini&hellip; Un po&rsquo; pi&ugrave; in l&agrave;&hellip; Qualcuno.<br />
	Le palpebre si sono chiuse mentre pensavo ai tuoi occhi.<br />
	La neve cade, senza alcun senso. Il vento soffia.<br />
	C&rsquo;&egrave; un luogo al di l&agrave; del bosco in cui le parole cessano di esistere.<br />
	Tutto si &egrave; fermato.<br />
	Sento un soffio sotto la pelle. Piccola percezione di infinito.<br />
	Vorrei che il buio mi nascondesse.<br />
	Non c&rsquo;&egrave; alcun senso in tutto ci&ograve; che sta accadendo&hellip; c&rsquo;&egrave; solo neve. E&rsquo; sempre stata l&agrave;, insieme al vento&hellip;<br />
	Ho smesso di parlare, non era pi&ugrave; necessario.<br />
	Il calore della stufa scalda le mie mani.</p>
<p>	Vorrei descriverti l&rsquo;essenza. Ma le parole non bastano.<br />
	C&rsquo;&egrave; qualcosa che accade, un profumo. Ma mi perdo tra i pensieri e i concetti. Basterebbe poco.<br />
	A volte sento qualcosa&hellip;<br />
	E&rsquo; come se tutto si fermasse.<br />
	Vorrei tornare indietro. Ma non riesco.<br />
	Vorrei fotografare un istante e portartelo&hellip; Come quella rana che salta&hellip;</p>
<p>	Io l&rsquo;ho visto.<br />
	Ho visto qualcosa che non c&rsquo;&egrave;. Ho tentato di riprodurlo. Senza successo.<br />
	Vorrei essere l&agrave;&hellip; Ma se chiudo gli occhi ti vedo.<br />
	A volte vorrei avere le parole giuste. Ma so che non esistono.<br />
	Mi manca la certezza. La certezza dell&rsquo;istante eterno.<br />
	Accade ora. Qualcosa mi accarezza.<br />
	Poi apro gli occhi e la neve continua a cadere.<br />
	Vorrei volare, al di l&agrave; dei sogni&hellip; e portarti con me.</p>
<p>	Accade in ogni istante. Qualcosa di perfetto.<br />
	C&rsquo;&egrave; un silenzio irreale, come quando il bosco &egrave; ricoperto dalla neve e la luce della luna si riflette sul ghiaccio.<br />
	Mi fermo. Non posso farne a meno. Non ho scelta.<br />
	Il vento non produce rumori. Ma lo sento. E&rsquo; come un soffio leggero. Sul palmo delle mani. Mi accarezza.<br />
	C&rsquo;&egrave; un attimo.<br />
	Dove tutto &egrave; concluso.<br />
	Un attimo perfetto.<br />
	Dove non c&rsquo;&egrave; nulla da fare se non rimanere immobili.<br />
	Gli alberi smettono di parlare. E non c&rsquo;&egrave; nessuno.<br />
	C&rsquo;&egrave; solo silenzio.<br />
	Come quando quella rana salta. Quando non senti pi&ugrave; niente. E ti dimentichi di esistere.<br />
	E&rsquo; un attimo. E non c&rsquo;&egrave; nulla da fare.</p>
<p>	In silenzio.<br />
	Non puoi far nulla.<br />
	Non puoi rompere l&rsquo;incanto. Non vuoi. Non vuoi svegliare chi sta dormendo.<br />
	Nel tuo letto, mentre guardi il buio del soffitto.<br />
	Senti qualcosa.<br />
	Ma nessuno si &egrave; svegliato.<br />
	C&rsquo;&egrave; qualcosa.<br />
	Un momento sacro&hellip; Dove non esiste niente.<br />
	C&rsquo;&egrave; un laghetto fra le foglie del giardino&hellip; E una rana si avvicina. Piano.<br />
	Non vuole svegliare nessuno.</p>
<p>	Sembra che nulla cambi. Sembra.<br />
	In questo stesso istante di silenzio una farfalla ha iniziato a battere le ali.<br />
	E tu senti qualcosa.<br />
	Nonostante il silenzio.<br />
	Il seme sta germogliando, non vuole svegliare nessuno.<br />
	In questa notte solo la luna sembra voler parlare.<br />
	Ma le parole non bastano.<br />
	E insieme al fiocco di neve, anche la rana si muove. Salta.<br />
	Il vecchio laghetto l&rsquo;aspetta, immobile&hellip;<br />
	E tutto &egrave; perfetto.<br />
	Hai chiuso gli occhi.<br />
	Preghi che questo istante non finisca mai.<br />
	Perch&eacute; &egrave; un attimo eterno.</p>
<p>	C&rsquo;&egrave; qualcosa fra i rami dei pini.<br />
	La neve scende.<br />
	Silenzio.<br />
	Forse sto sognando, ma vedo una rana.<br />
	C&rsquo;&egrave; un laghetto antico. Non vuole svegliarti, ma i tuoi occhi sono aperti. Li vedo attraverso la luna.<br />
	E la rana lentamente si muove. In questo momento dove ogni cosa si &egrave; fermata.<br />
	L&rsquo;universo &egrave; immobile. Solo una rana si muove.<br />
	Un piccolo stagno antico ricoperto di erba la attende.<br />
	La rana salta.<br />
	Ecco vorrei fermare questo attimo&hellip; ma sai che non posso.<br />
	E chiudo gli occhi. Vorrei che il silenzio ci avvolgesse.<br />
	Ora non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; nulla.<br />
	Una rana ha spiccato un salto. Un vecchio laghetto&#8230;<br />
	Intanto la neve cade, silenziosa. La luna osserva i tuoi occhi. Gli alberi stanno ascoltando. La farfalla sta riposando.<br />
	L&rsquo;universo &egrave; immobile.</p>
<p>	In una notte dove la luna illumina il bosco&hellip; Dove la neve ricopre gli alberi immobili&hellip; Dove tutto si &egrave; fermato. In questa notte una piccola rana, lentamente, &egrave; arrivata sul bordo del piccolo laghetto antico. Tutto &egrave; immobile. L&rsquo;universo &egrave; immobile. Solo questa rana che salta&hellip;<br />
	Una preghiera.<br />
	Vorrei che tutto rimanesse cos&igrave;.</p>
<p>	Sento qualcosa.<br />
	Plop!<br />
	La rana &egrave; arrivata.<br />
	Chiudo gli occhi.</p>
<p>	A volte vorrei descriverti l&rsquo;essenza, ma le parole non bastano. L&rsquo;essenza &egrave; come quando il bosco &egrave; ricoperto dalla neve e ogni cosa nell&rsquo;universo &egrave; immobile perch&eacute; sta aspettando qualcosa. La luna non si muove.<br />
	E&rsquo; il vecchio mondo che vuole riposare&#8230;</p>
<p>	A volte sono stanco&hellip; come il vecchio stagno.<br />
	Stanco di lottare. Stanco di ascoltarmi. Stanco di non poter regalare l&rsquo;essenza. Perch&eacute; le parole non bastano pi&ugrave;.<br />
	E in questo silenzio. Non mi aspetto pi&ugrave; niente.<br />
	Ma una rana, senza chiedere il permesso&hellip; Salta.</p>
<p>	La neve scende senza senso in una notte silenziosa. E come il vento fra gli alberi, i miei pensieri muovono le mie emozioni. Ma arriva un punto in cui il silenzio penetra nei miei occhi. Rimango immobile&hellip;<br />
	La luna non riesce a liberarmi.<br />
	Qualcuno si muove&hellip; Non so chi&hellip; Non mi interessa pi&ugrave;&hellip;<br />
	Ti vedo. Come in un sogno.<br />
	Non so cosa ci sia oltre il bosco&hellip; Ma spero che il buio mi nasconda.<br />
	Vorrei parlarti&hellip; Vorrei regalarti la gioia&hellip; ma non riesco. Sta accadendo qualcosa di perfetto.<br />
	L&rsquo;universo intero si &egrave; fermato mentre una piccola rana si avvicina.<br />
	Non esisto pi&ugrave;&hellip; la rana salta&hellip; plop! Un suono&hellip; come un ricordo&hellip;<br />
	Mi sveglio.<br />
	Sei qui accanto a me.<br />
	Ti abbraccio e poi&hellip; silenzio.</span></span></p>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 14:34:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[(Ri)Cercare Tranquillit&#224;. Hai ormai capito che cambiare il mondo &#232; inutile e impossibile. Non cerchi cambiamenti esterni&#8230; Vuoi solo tranquillit&#224;: rimanere in pace in mezzo alle tempeste. Non sei interessato alla fine delle guerre o delle violenze nel mondo: nessuno &#8230; <a href="http://ondediverse.altervista.org/23407993/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2" face="Georgia"><strong>(Ri)Cercare</strong></p>
<p>Tranquillit&agrave;. <br />
Hai ormai capito che cambiare il mondo &egrave; inutile e impossibile. <br />
Non cerchi cambiamenti esterni&hellip; <br />
Vuoi solo tranquillit&agrave;: rimanere in pace in mezzo alle tempeste.<br />
Non sei interessato alla fine delle guerre o delle violenze nel mondo: nessuno porr&agrave; mai limiti alla morte. <br />
Vuoi solo la pace interiore.<br />
Gli antichi filosofi la definirono &ldquo;atarassia&rdquo;: assenza di turbamento.<br />
A volte hai provato questa &ldquo;sensazione&rdquo;, ma &egrave; durata poco. Forse qualche secondo o qualche minuto e ti ha lasciato in qualche modo attonito davanti alla bellezza di ci&ograve; che stava accadendo dentro e fuori di te.<br />
Ma &egrave; qualcosa che non dura.<br />
Subito dopo hai riprovato a farla accadere, ma non ci sei riuscito.<br />
Sono spiragli verso un mondo la cui visione non si &egrave; ancora realizzata pienamente in te e che forse non si realizzer&agrave; mai.<br />
Pu&ograve; forse l&rsquo;arte avvicinarti a ci&ograve; a cui il tuo spirito aspira? <br />
Cosa puoi fare affinch&eacute; tali momenti diventino permanenti? E&rsquo; impossibile?<br />
Le pratiche o i rimedi esterni potranno far accadere solo ci&ograve; che &egrave; gi&agrave; accaduto: momenti brevi senza futuro. Lievi sguardi sulla tranquillit&agrave;., non pi&ugrave; riproponibili.<br />
Sarebbe pi&ugrave; utile smettere di (ri)cercare? Se la tranquillit&agrave; &egrave; gi&agrave; qui, perch&eacute; sforzarsi per ottenerla?<br />
L&rsquo;imperturbabilit&agrave;.<br />
La serenit&agrave;.<br />
Forse tutto ci&ograve; &egrave; di nuovo un&rsquo;utopia.<br />
Solo momenti che arrivano e poi se ne vanno&hellip; forse creati da una congiunzione favorevole di neurotrasmettitori cerebrali.<br />
A cosa porta tutta questa ricerca nel mondo esterno? Pillole, tinture madri, tecniche&hellip; Servono?<br />
E cosa significa &ldquo;rivolgersi al mondo interiore&rdquo;?<br />
Ci sono stati momenti di perfezione estrema&hellip; e poi?<br />
Da cosa sono stati generati se lo stesso mezzo da cui apparentemente sono scaturiti, ora non funziona pi&ugrave;?<br />
Forse sono solo illusioni della mente che si ferma, per un momento, davanti alle novit&agrave;&hellip; subito dopo scatta l&rsquo;abitudine e tutto torna come prima.<br />
Sarebbe dunque bene non avere aspettative?<br />
Eppure quando hai per la prima volta tentato di mettere in pratica quella tecnica le aspettative c&rsquo;erano. Forse non erano aspettative precise: ti aspettavi qualcosa che la tua mente ignorava.<br />
Comunque poi non accade pi&ugrave; nulla: la stessa pillola eppure il risultato non c&rsquo;&egrave;.<br />
Non riesci a capire.<br />
A volte s&igrave;, hai sentito il silenzio perfetto. Ed &egrave; tutto quello a cui aspiri.<br />
E nonostante tutto&hellip;<br />
Nonostante i rumori assordanti, le urla, le bombe, il traffico&hellip; nonostante tutto puoi sentire la quiete, la pace, la perfezione.<br />
Dove sta questo silenzio? Oltre questa realt&agrave;? Sai che non &egrave; cos&igrave;&hellip;<br />
Una perfezione che invade ogni cosa. <br />
Un silenzio che contiene i rumori o che forse da essi &egrave; contenuto&hellip;<br />
Avevi capito che il silenzio &egrave; lo sfondo dei suoni e dei rumori, come il pentagramma &egrave; lo sfondo delle note.<br />
Ma ora ti stai ricredendo.<br />
Il silenzio &egrave; nel rumore. <br />
Il rumore &egrave; nel silenzio.<br />
L&rsquo;acqua &egrave; sia nel vapore che nel ghiaccio&hellip; e il silenzio &egrave; nel rumore.<br />
E&rsquo; solo una forma diversa, uno stato diverso.<br />
A volte hai sentito dire che &egrave; ogni cosa &egrave; fatta di vuoto. <br />
La materia non &egrave; separata dal vuoto: il vuoto si condensa e diventa materia. Sono solo stati di aggregazione diversa.<br />
Rumore, suono, silenzio&hellip; sono la stessa cosa.<br />
La tranquillit&agrave; &egrave; qui ed ogni cosa &egrave; composta da questa tranquillit&agrave;. <br />
Ecco perch&eacute; a volte, in particolari situazioni, riesci a vedere un mondo diverso. Un mondo di pace.<br />
Come l&rsquo;acqua, anche la tranquillit&agrave; si presenta sotto forma di stati diversi.<br />
Se porti il mondo manifesto a cento gradi, esso si dissolver&agrave;.<br />
Quando ti guardi allo specchio, ora, nei tuoi occhi, potrai vedere il vuoto.</font></p>
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